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Come ottenere un Microcredito di 50,000 euro

Pubblicato il 19 aprile 2020 alle 15.50

Innanzi tutto ricordo l’articolo pubblicato il 19 maggio 2015:


http://www.btstudio.eu/apps/blog/show/45212830-il-27-maggio-ci-sar%C3%A0-il-click-day-per-il-microcredito


Veniamo ora al microcredito Covid19


L’Ente Nazionale per il Microcredito sta seguendo l’evolversi del “COVID-19” e ha promosso iniziative per far fronte alla crisi delle micro e piccole imprese.


Il Decreto-Legge “Cura Italia” ha introdotto una serie di misure a favore delle imprese, tra le quali quelle volte a favorire lo sviluppo del microcredito, a vantaggio degli investimenti e della nuova occupazione, e la possibilità per gli operatori di microcredito di beneficiare della garanza del Fondo PMI sui finanziamenti accordati da banche o intermediari finanziari.


L’importo del finanziamento è stato aumentato da 25.000 a 40.000 con la possibilità di un ulteriore aumento fino al limite di 50.000 euro.


L’innalzamento della soglia del microcredito è destinata a favorire la ripresa economica per le attività micro - imprenditoriali e di lavoro autonomo.


Fino ad ora la “Sezione speciale Microcredito” del Fondo di garanzia per le PMI ha accolto, più 10 mila domande per imprese dei settori del commercio e della ristorazione.


L’innalzamento a 50 mila euro, unitamente alla possibilità di ottenere un microcredito agricolo con la garanzia del fondo ISMEA, creerà una crescita del 35% dei volumi del microcredito.


Il microcredito nacque tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80 per iniziativa di una banca del Bangladesh la Grameen Bank.


La Gramen Bank concedeva piccoli prestiti a donne e famiglie che non avevano accesso al credito, ha così sostenuto la nascita e lo sviluppo di migliaia di attività economiche, a tal punto che il suo fondatore Yunus fu insignito del Premio Nobel per la Pace nel 2006.


E da allora la tecnica del microcredito è stata copiata e perfezionata in occidente.


Il microcredito si differenzia dai prestiti bancari per i bassi tassi di interesse, il bilanciamento tra gli interessi dei finanziatori e il bisogno di denaro di chi richiede il prestito, l’assistenza tecnica e il monitoraggio delle attività finanziate con il prestito e una maggiore attenzione ai temi etici e l’ascolto e la comprensione delle esigenze delle persone che hanno bisogno di denaro.


In Italia nel 2006 è stato creato il Comitato nazionale italiano permanente per il microcredito. Lo stesso comitato, nel 2011, è stato rinominato come Ente nazionale per il microcredito (ENM).


La missione dell’ENM “è orientata al sostegno di iniziative volte a favorire lo sviluppo della microimprenditoria e del lavoro autonomo, nonché la lotta alla povertà e l’inclusione finanziaria di quelle categorie sociali definite “non bancabili” a causa della mancanza o carenza di garanzie da offrire al sistema bancario tradizionale”.


I riferimenti Legislativi sono il Decreto Legislativo n. 141/2010 (emesso in attuazione della Direttiva UE numero 48 del 2008). Il Decreto ha modificato il testo del Testo Unico Bancario (TUB), introducendo una definizione e una regolamentazione delle attività di microcredito. Dove l’articolo 111 del TUB specifica le categorie che possono ottenere i microcrediti: persone fisiche in condizione di vulnerabilità economica e sociale persone fisiche, associazioni e società (di persone, srls o cooperative) che vogliono avviare un’attività di lavoro autonomo o una microimpresa.


L’articolo suddetto delineava le caratteristiche iniziali dei prestiti:


importo massimo finanziato può essere di 10.000 euro per il sostegno delle persone in condizioni di povertà ed esclusione sociale


25.000 euro per l’avvio di un’attività economica, importo che può salire fino a 35.000 euro se il prestito è stato frazionato, se l’azienda ha rimborsato regolarmente il finanziamento e se ha raggiunto gli obiettivi intermedi del piano di sviluppo elaborato con il finanziatore; la durata del prestito è di 7 anni; chi eroga il prestito deve dare assistenza tecnica e monitorare l’utilizzo del prestito.


Oggi, come già detto arriviamo a 50.000 euro.


I prestiti di microcredito non sono accompagnati da garanzie reali.


Questo può rappresentare un rischio.


Per tutelare gli operatori autorizzati a concedere prestiti di microcredito è nato il Fondo di garanzia per il microcredito istituito nel 2014 con un Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico.

Con un decreto nel 2015 è stata semplificata la procedura


per l’accesso al fondo ed è stata concessa alle imprese la possibilità di richiedere la prenotazione della garanzia direttamente online.


Possono richiedere l’assistenza del fondo: autonomi, professionisti e imprese, attivi da meno di 5 anni, con meno di 5 dipendenti e che operano nei settori individuati dal Ministero. Per poter ottenere la garanzia del Fondo occorrono i seguenti requisiti:


attivo patrimoniale che non supera i 300.000 euro, ricavi inferiori a 200.000 euro e un indebitamento entro i 100.000 euro.


Coloro che hanno questi requisiti possono fare domanda per ottenere la garanzia del Fondo pubblico, a condizione che il prestito venga usato per:  l’acquisto di beni e servizi strumentali all’esercizio dell’attività d’impresa; la frequenza di corsi di formazione;  retribuire i nuovi dipendenti o i soci lavoratori.


Per richiedere la garanzia del Fondo è necessario prenotarsi online e confermare la prenotazione entro 5 giorni.


Quindi bisogna aver trovato un finanziatore da confermare, normalmente una banca ma anche finanziarie autorizzate; che ovviamente occorrerà contattare prima di fare la prenotazione online e che abbiamo dato la loro disponibilità ad erogare il microcredito.


Poi la Banca o la finanziaria presenteranno la domanda di ammissione alla garanzia entro 60 giorni.

carlo barbiera Commercialista

 

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