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BJ  studio legale tributario

Il mio Blog

È stata sbandierata la possibilità di ristrutturare casa senza spendere un euro.


È però doveroso precisare che se i lavori sono stati eseguiti a norma di legge il proprietario potrà effettivamente godere della detrazione fiscale pari al 110% della spesa, ma è altrettanto vero che durante l'esecuzione del cantiere qualcuno dovrà anticipare prima di tutto le spese di progettazione e poi l’acquisto del materiale e altro.


Quindi occorrerà anticipare soldi veri per avere un credito d'imposta quando questo sarà vistato per conformità e convalidato dall'Agenzia delle Entrate.


Il committente privato che ha disponibilità liquide potrà anticipare di tasca propria ma la maggior parte degli interessati dovranno rivolgersi agli istituti bancari o alle imprese realizzatrici.

Queste ultime è vero che possono acquisire il credito, anche attraverso lo sconto in fattura, ma dovranno comunque ricorrere a finanziamenti perché passeranno alcuni mesi tra progetto, realizzazione e l'ottenimento del credito d'imposta.


Il ruolo degli istituti di credito è quindi fondamentale sia che sia il cittadino privato o che sia l'impresa a chiedere i fondi necessari.

La banca istruirà una pratica di finanziamento con annessi interessi, commissioni e garanzie.

Poi monetizzerà il finanziamento nel momento in cui acquisirà il credito del Superbonus.

Cioè le banche acquisteranno a 100, forse meno, un credito d'imposta di euro 110.

Anche Poste Italiane si è interessata a queste operazioni che evidentemente sono lucrose per chi le finanzia.


Se è abbastanza facile cedere il credito è invece piuttosto difficile conseguirlo, soprattutto per quanto concerne il SUPERBONUS.

Per poter finanziare i lavori tutti gli operatori finanziari si cautelano chiedendo firme a garanzia, anche ipotecarie sia al singolo privato che alle imprese appaltatrici.

Se poi qualcosa va storto oppure alcuni lavori preventivati vanno a sforare i plafond previsti dalla normativa ecco che si dovrà sborsare di tasca propria.


Anche le procedure messe a disposizione soprattutto su portali dalle banche maggiori per la richiesta/gestione degli adempimenti dei finanziamenti sono particolarmente complesse.


Una maggiore flessibilità è garantita invece dalle banche locali dove il direttore che conosce il cliente può gestire e approvare spese personalmente almeno fino a un certo limite senza che si debba affrontare un vero e proprio percorso di guerra fatto di alert informatici e dati complessi da inserire che rendono particolarmente difficile il dialogo con le piattaforme messe a disposizione delle grandi banche per ottenere l'ok a un'anticipazione sui lavori o sui S.A.L. (Stato Avanzamento Lavori).


Molti confidano in una proroga ma anche in una semplificazione degli adempimenti.


Purtroppo il tempo scorre velocemente .... e i lavori languono.


Ci sarà tempo fino a fine 2023 per concludere i lavori e ottenere il beneficio fiscale ?


Daniele De Gasperis e Carlo Barbiera Commercialista

Per saperne di più scrivere a [email protected] o telefonare allo 0039 0432 501768




Il mio Blog

Possiamo fidarci delle nostre Banche?

Posted on 5 July, 2016 at 10:10

Grazie alle numerose Leggi emesse in favore delle lobbies bancarie e finanziarie abbiamo avuto diversi tracolli, la deflazione ed infine la rarefazione del contante.

 

La limitazione all’uso del contante è sempre stata giustificata con la lotta all’evasione e al riciclaggio, ma di fatto ha costretto i cittadini a depositare tutti i soldi in banca e a dover utilizzare la banca per effettuare i pagamenti (non è un caso che le banche abbiano alzato i costi delle operazioni e dei bonifici), ma anche a rischiare di essere vittime di proposte di investimento fatte dalla stessa Banca che troppo spesso si sono rivelate truffaldine.

Forse i potenti, i ricchi e i banchieri non pagano mai perché la giustizia ha “due pesi e due misure” anche se qualche volta, occasionalmente qualcuno ha pagato:

Bernard Madoff è stato condannato per truffa a 150 anni di carcere.

Ma ha preso di più Norman Schimdt con 330 anni, uscirà (si fa per dire) nel 2291, anche lui, colpevole di aver attuato una truffa milionaria.

Ma se si vuole esagerare ci sono anche gli 845 anni per Sholam Weiss, che potrà uscire dal carcere nel 2754. Processato per la bancarotta del National Heritage Life Insurance nel 2000 e accusato di frode, riciclaggio, truffa a danno di migliaia pensionati che avevano investito i loro fondi nella sua società.

Ma non eravamo in Italia e comunque sono l’eccezione perché c’è un esercito di banchieri che hanno falsificato i dati con operazioni finanziarie di centinaia di migliaia di miliardi di euro connesse al “libor”, il tasso che abbiamo pagato per i nostri prestiti in banca e tutti ne siamo stati truffati lo spiega molto bene Mario Gregori nel suo libro Banksters. 

Purtroppo scaltri funzionari di banca e finanzieri senza scrupoli hanno riempito le cronache finanziarie di questi giorni anche in Italia, come le banche salvate: Banca delle Marche, Banca Etruria, Carichieti, Cariferrara, e le altre a rischio: Banca Romagna Cooperativa, la Cassa di risparmio di Ferrara, la Banca Popolare di Vicenza, Veneto Banca, l’Istituto per il credito sportivo, la Banca padovana di credito cooperativo, la Banca delle Marche, la BCC Irpinia, la Cassa di risparmio di Loreto, la banca Popolare dell'Etna, la BCC Terrra di Otranto, la Cru di Folgaria, il Credito Trevigiano, la Banca popolare delle Province calabre, la Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti, la BCC di Cascina, la BCC Banca Brutia.

Per le banche già salvate non era ancora utilizzabile il bail-in (ma da gennaio 2016 risponderanno anche i correntisti con i loro soldi depositati in banca) ci hanno rimesso solo (si fa per dire perché sono centinaia di migliaia) gli azionisti e agli obbligazionisti, ed è stato dato il via ad un piano di risanamento con nuove quattro banche ripulite dai crediti in sofferenza o deteriorati messi in una unica bad bank. Questo piano attinge le risorse da altre banche Unicredit, Intesa Sanpaolo e Ubi banca e dal sistema bancario nazionale per coprire il buco di 3,6 miliardi. 

I correntisti, per le 4 banche già salvate, sono stati salvati dal bail-in, ma restano esposti gli azionisti e i titolari delle obbligazioni subordinate che si vedranno azzerare il valore dei loro investimenti.

Ma da quest’anno rischiano anche i correntisti.

Cosa fare?

Davvero possiamo fidarci a mettere i nostri soldi nelle banche?

O forse è meglio metterli sotto il materasso?

Le norme sull’uso del contante penalizzano i poveri cittadini, costretti loro malgrado a dover utilizzare le banche e quindi a rischiare il beil-in, non solo ma anche essere preda di quegli scaltri funzionari che ti inducono a fare investimenti “mirabolanti” con azioni e obbligazioni “cipolla” come quelle della Banca Popolare di Vicenza, che “come le tocchi Ti vien da piangere”.

Un altro dubbio…ma i nostri uomini politici che fanno le Leggi da che parte stanno ?

L’amministratore delegato a cavallo tra gli anni 90 e il 2000 dell’Unicredit, molto noto a livello  internazionale ha portato Unicredit quasi al fallimento con una strategia di acquisizioni come quella di Capitalia, ha introdotto in Italia le pratiche di moda all’estero: la vendita di derivati alle società e agli enti pubblici che non ne avevano assolutamente bisogno e il sistema fiscale “Brontos”, per il quale è stato rinviato a giudizio dal Tribunale di Milano. Ma si è anche cimentato nella vendita di bond argentini e  titoli Ciro e Parmalat ai propri correntisti alla vigilia dei rispettivi crack. 

I nostri banchieri incassano buone uscite milionarie e vengono messi alla guida di altre banche già disastrate magari in procinto di essere nazionalizzate a causa del dissesto.

Ma anche all’estero non scherzano.

Kathleen Corbet presidente di Standard & Poor’s, la Corbet ha dato un significativo contributo alla truffa dei mutui subprime assegnando il rating più alto (AAA) alle salsicce Abs della Lehman Brothers, che potevano così essere vendute come se fossero prive di rischi. Tanta generosità da parte della Corbet non era disinteressata: le banche che vendevano gli Abs pagavano Standard & Poor’s per avere il rating.

Che ci sia ancora da fidarsi di questi rating? Forse ha ragione la Procura di Trani che ha chiesto e ottenuto di processarla per manipolazione di mercato aggravata.

 

Richard Fuld con il fallimento della Lehman Brothers che nel settembre del 2008 ha dato inizio alla crisi finanziaria globale.  Ma Fuld ha incassato compensi per 500 milioni di dollari.

Dalla fine del 2008, Fuld ha lavorato per l’hedge fund Matrix Advisor, un “fondo locusta”, come sono stati chiamati quei fondi d’investimento che operano con l’obiettivo di spremere valore da una società, poi uscire e andarsene a cercarne un’altra da spremere, come fanno le locuste.  

La Lehman Brothers acquistò i mutui con garanzie quasi nulle i cosidetti subprime e dopo averli impacchettati in “obbligazioni salsiccia”, le famose Mortage Backed Securities (Abs) le rivendette infettando buona parte della finanza globale. 

Maurice “Hank” Greenberg a lungo amministratore delegato della più grande assicurazione al mondo la Aig, trasformò la compagnia nella maggior emittente di Credit default swap (le assicurazioni contro il crack di una società o di uno Stato), un’attività molto redditizia fino al crollo di Lehman Brothers. Dopo di Aig non rimase che un mucchio di macerie, il cui salvataggio allo stato americano è costato 180 miliardi di dollari. 

Stan O’Neil amministratore delegato di Merrill Lynch fece lievitare gli utili della banca d’affari americana puntando sui derivati legati ai subprime nel 2006 ne aveva a bilancio 41 miliardi di dollari. Quando il castello di carte è crollato, Merrill Lynch è stata salvata da Bank of America sotto la regia della Federal Reserve e del governo di George W. Bush. Stan O’Neil ha lasciato Merrill Lynch con una buonuscita di 160 milioni di dollari. 

A Fred Goodwin amministratore delegato di Royal Bank of Scotland gli è stato revocato il titolo di Sir e si è guadagnato il titolo di “peggior banchiere del mondo”, ha portato fino alla nazionalizzazione un gigante come Royal Bank of Scotland, affossandone i bilanci con la speculazione sui mutui e con una sconsiderata politica di acquisizioni come l’istituto olandese Abn Amro pagato 100 miliardi di dollari. Goodwin percepisce una pensione di 703.000 sterline all’anno.

 

Alan Greenspan alla guida della Federal Reserve con la politica di tassi bassissimi, unita a uno scarso controllo del sistema bancario, ha favorito la creazione della bolla dei mutui subprime.

All'Università di Trieste, raccontavano una barzelletta che rende di più in dialetto triestino: 

C'è una coda allo sportello in banca.

Lo sportellista vede in fondo alla coda un signore con un passamontagna e un rigonfiamento sotto la giacca. 

Allora dice a quelli in coda:" lasciate passare il signore la in fondo. Che si avvicini allo sportello". 

Il signore con il passamontagna si avvicina.

Lo sportellista sottovoce, per non farsi sentire dagli altri, gli dice:

"Collega, cosa possa fare per Lei?" 

Il quadro complessivo è veramente deprimente, come ti giri Ti “fregano”, ma non scherza neanche il “grande fratello” che ci controlla ogni movimento, ogni parola, ogni sospiro... con i cellulari, vere e proprie cimici che ci portiamo addosso, che possono permettere a chiunque, è solo una questione di macchinari neppure costosi, di sapere dove siamo e cosa diciamo.

Per evitarlo dovremmo solo togliere la batteria, lasciare il cellulare a casa oppure non usare più il cellulare.

Ma siamo controllati anche attraverso i bankomat, i telepass, le telecamere stradali ecc... senza considerare poi che l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza possono entrare nei nostri conto correnti, già taglieggiati come ho detto più sopra, e vedere chi e cosa abbiamo pagato o che soldi sono entrati.

Ma non è finita qui:  la Guardia di Finanza può anche leggere le nostre e-mail: lo ha stabilito la CTP di Trento nella sentenza n. 117/1/2016.

Ma che mondo stiamo lasciando ai nostri figli?

Per ulteriori informazioni al riguardo ci contatti allo 0432501768 o via email: [email protected]      [email protected],

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