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LA FATTURA ELETTRONICA

Pubblicato il 13 novembre 2018 alle 13.35 Comments commenti (0)

La ricezione di fatture (chiamato ciclo passivo), rappresenta l’altra aspetto della fattura elettronica..

La Legge di Bilancio 2018, ha stabilito che dal 1° gennaio 2019 l’obbligo sarà esteso a tutti i privati ma sono esclusi i soggetti in regime dei minimi e forfettario.

Aziende e professionisti fattureranno tramite l’invio di file in formato xml “eXtendible Markup Language” trasmessi tramite il Sistema di Interscambio (SdI).

I canali per la ricezione

Tutti, ben presto, si troveranno a ricevere fatture digitali.

Il ciclo passivo di fatturazione è un fattore fondamentale nell’organizzazione contabile di professionisti e aziende.

Tutte le fatture elettroniche emesse, dovendo transitare obbligatoriamente dal Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate, una volta inviate saranno sempre disponibili all’interno del portale “Fatture e Corrispettivi” dell’Agenzia stessa.

Per ricevere le fatture sul proprio dispositivo, si possono utilizzare 2 tipi di recapito:

Codice destinatario: si tratta di uno specifico codice numerico univoco a 7 cifre che viene rilasciato dall’Agenzia delle Entrate a intermediari a seguito di prove tecniche di accreditamento con il Sistema di Interscambio. La procedura di accreditamento è complessa e presuppone requisiti tecnici e infrastrutturali per l’integrazione tra sistemi. Piccole e medie imprese e professionisti possono comunque utilizzare il codice destinatario messo a disposizione da un’azienda software già accreditata al Sistema di Interscambio che fungerà quindi da intermediario e si occuperà dello smistamento e consegna delle fatture ai destinatari

Casella PEC: è possibile utilizzare il proprio indirizzo di Posta Elettronica Certificata per ricevere la fattura XML sulla propria casella

Il destinatario della fattura, quindi, non dovrà fare altro che comunicare all’emittente la modalità in cui desidera ricevere le e-fatture.

Occorre tuttavia fare attenzione: qualora infatti il destinatario della fattura sia già registrato presso l’Agenzia delle Entrate, l’indirizzo telematico indicato in fase di accreditamento verrà sempre utilizzato come prioritario e riceverà tutti i documenti elettronici, indipendentemente da quanto è stato indicato in fattura.

Anche i consumatori finali riceveranno le fatture in formato elettronico, anche se non hanno a disposizione un codice destinatario e una casella di Posta Elettronica Certificata.

In questo caso, il consumatore potrà ricevere o una copia cartacea della e-fattura emessa dal professionista, oppure potrà indicare un indirizzo email di posta ordinaria, al quale farsi recapitare una copia PDF della fattura.

Anche il consumatore finale potrà controllare tutte le fatture emesse nei suoi confronti tramite il portale “Fatture e Corrispettivi” oppure farle inviare in originale sulla sua casella PEC, qualora ne sia provvisto.

Chi emette fattura ha il dovere di creare e inviare fatture elettroniche per i propri clienti che transitino dal SdI. In fase di compilazione, quindi, aziende e professionisti, oltre ai dati anagrafici del cliente, dovranno indicare anche la modalità con la quale questo potrà ricevere la sua fattura.

Proprio per facilitare entrambi gli attori coinvolti, aziende e professionisti potranno:

• indicare un codice destinatario;

• inserire un indirizzo PEC di ricezione;

• emettere regolarmente fattura in mancanza di entrambi i dati, digitando il codice (0000000) che consente di inviare la fattura direttamente al SdI.

Il consumatore finale avrà comunque la possibilità di ricevere la sua fattura o una copia di essa in una modalità che gli risulti comoda.

Il formato elettronico XML delle fatture consente una gestione più rapida della contabilizzazione che sarà automatica nei sistemi contabili gestionali.

Per ulteriori approfondimenti ci contatti allo 0432501768 o via email: [email protected]

Carlo Barbiera Commercialista




LA PACE FISCALE

Pubblicato il 27 ottobre 2018 alle 04.40 Comments commenti (0)

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 23.10 il Decreto Legge sulla cosiddetta Pace Fiscale che prevede:

1) per le cartelle esattoriali dal 2000 al 2017, la cancellazione delle cartelle fino a 1.000 euro,

2) la Rottamazione Ter per le cartelle di importo superiore ma con un debito massimo, compresi interessi, sanzioni e aggio, non superiore ai 100.000 euro (vedremo se questo importo verrà modificato in fase di conversione) con una interessante novità rispetto alle 2 precedenti rottamazioni:
si potranno pagare a rate in cinque anni beneficiando anche della riduzione degli interessi applicati alla rateazione e cioè lo 0,3% contro i 4,5%.

3) tre aliquote per la pace fiscale a saldo e stralcio per le cartelle esattoriali, anche INPS, per coloro che dimostrano di essere in difficoltà, con le percentuali minima al 6%; intermedia al 10; massima al 25% (vedremo i dettagli nella conversione del Decreto in Parlamento).
Tali aliquote vanno applicate all'importo complessivo del debito, sulla base della situazione economica del debitore e alla sua capacità contributiva.

prevista anche la pace fiscale sui contenziosi:
- pre-accertamento 15% tramite ravvedimento operoso;
- nei tre gradi di giudizio ci sarà la possibilità di non pagare le sanzioni ed interessi, sia che si perda o che si vinca. Uno sconto forfettario sulle somme dovute allo Stato.
- una particolare forma di dichiarazione integrativa che consente a chi ha presentato la dichiarazione dei redditi, di denunciare le somme omesse nella precedente dichiarazione ma con 2 limiti non più di 1/3 di quanto già dichiarato e con un massimo di 100.000 euro pagando su queste somme integrate il 20%.

Con tempi più lunghi entrerà in vigore anche la Flat Tax dal 2019 almeno per le partite IVA nel regime forfettario, e poi gradualmente per le imprese e dal 2021 per le famiglie con le risorse recuperate con la pace fiscale.


Per ulteriori approfondimenti ci contatti allo 0432501768 o via email: [email protected]

Carlo Barbiera Commercialista


LAVORO A CHIAMATA cosa deve fare il datore di lavoro

Pubblicato il 04 settembre 2018 alle 10.35 Comments commenti (0)

La prima cosa da sapere è che la durata massima del periodo di lavoro a chiamata è di 400 giornate di effettivo lavoro nell’arco di 3 anni solari per ogni datore di lavoro, ad eccezione dei settori del turismo, dei pubblici esercizi e dello spettacolo.

I datori di lavoro devono comunicare l'assunzione anche nella stessa giornata ma prima di iniziare il lavoro.

La comunicazione può essere inviata tramite mail o accedendo al portale di Cliclavoro, o utilizzare anche l'App Lavoro Intermittente (con Guida integrata e scaricabile gratuitamente da AppStore o Google Play).

Prima dell'inizio della prestazione lavorativa di durata non superiore a 30 giorni, il datore di lavoro deve comunicarne la durata con modalità semplificate alla Direzione territoriale del lavoro competente per territorio.

Qualora uno o più lavoratori siano chiamati a svolgere prestazioni di durata superiore a 30 giorni (continuativi o frazionati), occorrerà evidentemente inoltrare più di una comunicazione.

La comunicazione potrà inoltre essere modificata o annullata attraverso l'invio di una successiva comunicazione di rettifica da inviare sempre prima dell'inizio della prestazione ovvero, nel caso in cui il lavoratore non si presenti, entro le 48 ore successive al giorno in cui la prestazione doveva essere resa.

Il modello "UNI-Intermittente" è il modello di comunicazione predisposto per comunicare la chiamata del lavoratore intermittente al lavoro.

Contiene i dati identificativi del datore di lavoro che effettua la comunicazione e quelli del lavoratore, in modo tale da individuare con certezza le parti interessate al rapporto di lavoro intermittente per il quale si sta effettuando la comunicazione. Essi sono:

- codice fiscale e indirizzo di posta elettronica del datore di lavoro

- codice fiscale del lavoratore interessato

- codice di comunicazione del modello UNILAV cui la chiamata si riferisce (campo non obbligatorio)

- data inizio e data fine della prestazione per la quale si sta effettuando la comunicazione.

Le modalità di comunicazione sono:

Invio via e-mail all'indirizzo PEC [email protected]

Il soggetto obbligato invia, in allegato alla mail (non occorre inviare da posta certificata), il modello "UNI_Intermittente" compilato in ogni sua parte; è possibile comunicare fino ad un massimo di 10 lavoratori coinvolti anche in periodi di chiamata di lavoro intermittente diversi.

Pertanto, per dimostrare l'adempimento bisogna conservare/stampare copia del modello compilato e la e-mail inviata. Il modello on line contiene in basso due opzioni: una di "stampa" che permette di stampare il modello e una "Genera xml e invia via e-mail" necessaria per adempiere all'obbligo, inviando il modello così generato all'indirizzo di posta elettronica certificata già indicata.

Si può inviare la comunicazione anche tramite portale cliclavoro dove prima ci si registra (www.cliclavoro.gov.it), il datore di lavoro invia le chiamate del lavoro intermittente compilando l'apposito modulo, accessibile dal portale Cliclavoro nell'area riservata: la comunicazione.

App Lavoro intermittente; si scarica l'App dagli store autorizzati, si effettua il login e si inserisce nella sezione "Invia nuova comunicazione" il codice fiscale del lavoratore, le date di inizio e di fine della prestazione e il codice di comunicazione obbligatoria.

Tramite invio di un SMS al nr. 339/9942256, anche qui previa registrazione del datore di lavoro al portale Cliclavoro (con indicazione nel form di registrazione del numero di telefono cellulare che sarà utilizzato per l'invio del modello che consente l'identificazione del soggetto e consente l'attività di vigilanza), e' ammessa questa modalità "eccezionale" di comunicazione da utilizzare esclusivamente per le prestazioni che hanno inizio non oltre le 12 ore dal momento della comunicazione(e che quindi possono terminare anche dopo le 12 ore dalla comunicazione) e  occorre indicare almeno il codice fiscale del lavoratore utilizzato.

Comunicazione al numero FAX della competente Direzione territoriale del lavoro: ipotesi eccezionale solo nei casi di malfunzionamento dei sistemi; è prova dell'adempimento la comunicazione di malfunzionamento del sistema unitamente alla ricevuta di trasmissione del FAX, anche se la ricezione dello stesso non sia andata a buon fine per cause imputabili all'ufficio.

Sanzioni: In caso di violazione degli obblighi di comunicazione di chiamata del lavoro intermittente si applica la sanzione amministrativa (non ammessa diffida) da euro 400 ad euro 2.400 in relazione a ciascun lavoratore per cui è stata omessa la comunicazione. In particolare, la sanzione trova applicazione con riferimento ad ogni lavoratore e non invece per ciascuna giornata di lavoro per la quale risulti inadempiuto l'obbligo comunicazionale. In sostanza, per ogni ciclo di 30 giornate che individuano la condotta del trasgressore, trova applicazione una sola sanzione per ciascun lavoratore

Carlo Barbiera Commercialista e Consulente del Lavoro

pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 23.10 il Decreto Legge sulla cosiddetta Pace Fiscale che prevede:

1) le cartelle esattoriali dal 2000 al 2017 la cancellazione delle cartelle fino a 1.000 euro del periodo 2000-2010 e

2) la Rottamazione Ter per le cartelle di importo superiore ma con un debito massimo delle cartelle, compresi interessi, sanzioni e aggio, non superiore ai 100.000 euro (vedremo se questo importo verrà modificato) con una interessante novità rispetto alle 2 precedenti rottamazioni:

si potranno pagare a rate in cinque anni beneficiando anche della riduzione degli interessi applicati alla rateazione e cioè lo 0,3% contro i 4,5%.

3) 3 aliquote per la pace fiscale a saldo e stralcio per le cartelle esattoriali, anche dell'INPS per coloro che dimostrano di essere in difficoltà, con le percentuali minima al 6%; intermedia al 10; massima al 25% (vedremo i dettagli nella conversione del Decreto in Parlamento).

Tali aliquote vanno applicate all'importo complessivo del debito, sulla base della situazione economica del debitore e alla sua capacità contributiva.

4) prevista anche la pace fiscale sui contenziosi:

pre-accertamento 15% tramite ravvedimento operoso;

Nei tre gradi di giudizio ci sarà la possibilità di non pagare le sanzioni ed interessi, sia che si perda o che si vinca. Uno sconto forfettario sulle somme dovute allo Stato.

Una particolare forma di dichiarazione integrativa che consente a chi ha presentato la dichiarazione dei redditi, di denunciare le somme omesse nella precedente dichiarazione ma con 2 limiti non più di 1/3 di quanto già dichiarato e con un massimo di 100.000 euro pagando su queste somme integrate il 20%.

Con tempi più lunghi entrerà in vigore anche la Flat Tax dal 2019 almeno per le partite IVA nel regime forfettario, e poi gradualmente per le imprese e dal 2021 per le famiglie con le risorse recuperate con la pace fiscale

Per ulteriori approfondimenti ci contatti allo 0432501768 o via email: [email protected]

Carlo Barbiera Commercialista

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Scadenza rata Definizione agevolata Agenzia Riscossione

Pubblicato il 18 luglio 2018 alle 10.20

Il 31 luglio scade la prima o unica rata della definizione agevolata n. 2000/2017 per chi ha una o cinque rate da pagare. Il pagamento va effettuato con modello postale F35.

Sempre in quel giorno scade la quarta rata della definizione agevolata 2000/2016 già prorogata dal 30 aprile al 31 luglio. Pagamento sempre con modello F35. Il mancato pagamento fa decadere i benefici della definizione agevolata.

dott. Davide Triadantasio

BIT COIN QUADRO RW E TRATTAMENTO FISCALE

Pubblicato il 20 giugno 2018 alle 14.15 Comments commenti (2)

L’Agenzia ha fornito una interpretazione che prevede che le operazioni di conversione delle cripto valute debbano essere assoggettate a tassazione se la giacenza media supera il controvalore di 51.645,69 euro per 7 giorni lavorativi del periodo d’imposta.

La cessione delle cripto valute genera l’insorgere di una plusvalenza da redditi diversi ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lett. c-ter) del Tuir da dichiarare nel quadro RT del modello Redditi con imposta sostitutiva al 26%.

L’Agenzia è giunta a tale conclusione dando una definizione di valuta virtuale secondo quanto previsto dall’articolo 1, comma 2, lettera qq), del D.Lgs. 231/2007 e cioè:

“La rappresentazione digitale di valore, non emessa da una banca centrale o da un’autorità pubblica, non necessariamente collegata a una valuta avente corso legale, utilizzata come mezzo di scambio per l’acquisto di beni e servizi è trasferita, archiviata e negoziata elettronicamente”.

Quadro RW e IVIE

Per la compilazione del quadro RW, l’Agenzia afferma che deve essere indicato l’importo del portafoglio composto da cripto valute ai fini degli obblighi di monitoraggio fiscale, originariamente e ordinariamente previsti per gli intermediari bancari e finanziari, ma ora estesi ai soggetti così detti  “operatori non finanziari”  che intervengono, anche attraverso movimentazione di “conti”, nei trasferimenti da o verso l’estero di mezzi di pagamento effettuati anche in valuta virtuale, di importo pari o superiore a 15.000 euro.

La compilazione avverrà indicando alla colonna 3 il codice 14 (“Attività estere di natura finanziaria”) ai soli fini del monitoraggio fiscale.

Non è invece dovuta l’imposta Ivafe, in quanto questa si applica solamente ai depositi e conti correnti di natura bancaria.

È doveroso ricordare il precedente e diverso orientamento espresso nella risoluzione n. 72/E del 2 settembre 2016, infatti l’Agenzia delle Entrate, prima di cambiare idea aveva chiarito che:

il Bitcoin è una tipologia di moneta “virtuale” utilizzata come “moneta” alternativa a quella tradizionale, la cui circolazione si fonda su un principio di accettazione volontaria da parte degli operatori privati.

Nel caso di possesso da parte di persone fisiche ovvero di possesso di tali valute al di fuori dell’attività d’impresa, la tassazione non si applicava, mancando la funzione speculativa …Per quanto riguarda, la tassazione ai fini delle imposte sul reddito dei clienti della Società, persone fisiche che detengono i bitcoin al di fuori dell’attività d’impresa, si ricorda che le operazioni a pronti (acquisti e vendite) di valuta non generano redditi imponibili mancando la finalità speculativa. La Società, pertanto, non è tenuta ad alcun adempimento come sostituto d’imposta.….

Comunque l’attività di intermediazione di valute tradizionali con valute virtuali costituisce attività rilevante ai fini Iva, Ires e Irap, con tutte le conseguenze del caso.

Per ulteriori approfondimenti ci contatti allo 0432501768 o via email: [email protected]

Carlo Barbiera Commercialista


BONUS & TASSE

Pubblicato il 05 giugno 2018 alle 14.25 Comments commenti (0)

Aumenta la soglia di reddito per accedere al bonus di 80 euro.

I dipendenti pubblici hanno avuto l'aumento di 85 euro e con la Legge di Bilancio 2018, per salvaguardare questo aumento, è stata innalzata la soglia di reddito che dà diritto al bonus, in modo da evitare l'azzeramento del contributo con l'aumento di stipendio.

I requisiti necessari per ottenere il bonus sono dati dalle soglie di reddito:


960 euro annui  da 8.174 a 24.600

Riduzione proporzionale  da 24.601 a 26.600

Azzeramento  oltre 26.601

 

Un esempio:

Reddito annuo di 26.500 euro, nel 2017 non avrebbe avuto diritto al Bonus, nel 2018 ha dritto al bonus di 48 euro, ossia: 960 moltiplicato per il rapporto tra (26.600 - 26.500)/2.000 = 48 euro.

 

Per ulteriori approfondimenti ci contatti allo 0432501768 o via email: [email protected]

Carlo Barbiera Commercialista


COME SANARE LE VECCHIE CARTELLE ESATTORIALI

Pubblicato il 07 maggio 2018 alle 09.50 Comments commenti (0)

Con la rottamazione bis è possibile sanare le cartelle esattoriali ricevute dal 1 gennaio 2000 al 30 settembre 2017.

Per ottenere la sanatoria è necessario presentare la domanda entro il 15 maggio 2018.

La domanda può essere inoltrata anche via internet accedendo al sito dell'Agenzia delle Entrate.

Per istruire la pratica, inoltrarla on-line e ogni informazione potete rivolgervi al nostro Studio via email [email protected] o telefonicamente allo 0432501768 o alla Associazione di Categoria Federala [email protected]

Carlo Barbiera Commercialista

Il 18 Aprile presentazione delle domande per l'APE volontaria

Pubblicato il 13 aprile 2018 alle 05.10 Comments commenti (0)

Con  il comunicato stampa del 12 aprile 2018:

https://www.inps.it/docallegatiNP/InpsComunica/UfficioStampa/comunicatistampa/Lists/ComunicatiStampa/cs180412.pdf

l'INPS ha reso noto che è stato attivato il servizio per la presentazione della domanda per la pensione anticipata, la cosiddetta APE. La domanda va fatta on-line sul sito dell'INPS.

Ricordo che di fatto è un anticipo finanziario a garanzia pensionistica che comprende la proposta del contratto di finanziamento, la proposta di contratto di assicurazione contro il rischio di premorienza, l’istanza di accesso al Fondo di garanzia, nonché la domanda di pensione di vecchiaia.

Gli interessati devono avere la certificazione del diritto da parte dell’Inps e l’identità digitale SPID di secondo livello.

Chi ha maturato i requisiti di accesso all’APE volontario nel periodo compreso tra il 1° maggio e il 18 ottobre 2017, deve presentare la domanda di accesso entro il 18 aprile 2018.

Per istruire la pratica, inoltrarla on-line e ogni informazione potete rivolgervi al nostro Studio via email [email protected] o telefonicamente allo 0432501768 o alla Associazione di Categoria Federala [email protected]


Carlo Barbiera Commercialista e Consulente del lavoro


16 Marzo versamento per vidimazione libri sociali

Pubblicato il 14 marzo 2018 alle 04.55 Comments commenti (0)

Scade il 16 marzo il pagamento della tassa annuale di vidimazione relativa al 2018 per i libri e i registri sociali obbligatori elencati dall'articolo 2421 del codice civile.

Sono tenute al versamento e vidimazione  le società per azioni, le società a responsabilità limitata, le SrLs, le società in accomandita per azioni, le società consortili a responsabilità limitata, le aziende speciali degli enti locali e i consorzi tra enti territoriali.

Sono, invece, esonerate le società di capitali dichiarate fallite, le società cooperative e di mutua assicurazione, le imprese individuali, i consorzi tra imprese che non hanno assunto la forma di società consortili, le società semplici, quelle in nome collettivo e le società in accomandita semplice; inoltre vanno annoverati tra gli esonerati anche gli enti non economici, le aziende ospedaliere, le aziende socio sanitarie, le associazioni e le fondazioni organizzazioni di volontariato.


Libri da vidimare bollare normalmente sono:  libro dei soci, libro delle assemblee dei soci, libro delle delle deliberazioni del consiglio di amministrazione.

Ma in alcuni casi sono da vidimare anche:  libri di adunanze del comitato esecutivo o del Consiglio di gestione, libro delle adunanze del collegio sindacale o del consiglio di sorveglianza o del comitato di controllo della gestione, il libro delle obbligazioni,  libro delle adunanze degli obbligazionisti, libro o registro per il quale vige l'obbligo da norme speciali.

L'importo da versare è uno solo per tutti i registri: 

309,87 euro, fino a un capitale di 516.456,90 euro al 1 gennaio 2018.

516,46 euro, se  supera il suddetto importo.

Per il primo anno di attività il versamento si fa con  bollettino di c/c postale n. 6007 intestato all'Agenzia delle entrate - Centro operativo di Pescara - Bollatura numerazione libri sociali..


Per gli anni successivi entro il 16 marzo si utilizza il modello F24 in modalità telematica indicando il codice tributo 7085 nella sezione "Erario", l'importo e l'anno per il quale viene eseguito il versamento.


L'omesso versamento è sanzionato ma si può sanare con il ravvedimento operoso.

Carlo Barbiera Commercialista

Scadenza invio INvCiv 2016 e 2017 e RED

Pubblicato il 28 febbraio 2018 alle 04.50 Comments commenti (0)

Scadenza trasmissione Modelli INVCIV (con i quali viene accertata e riconosciuta l’Invalidità)

e RED (dichiarazione, prevista dalla legge, che i pensionati devono presentare il cui diritto è collegato alla situazione reddituale)

L'INPS ha confermato il termine di presentazione al 28 febbraio 2018 delle dichiarazioni relative alle campagne:

Sollecito INVCIV 2016 dati 2015 

Ordinaria INVCIV 2017 dati 2016-2017

Tuttavia il CAF potrà trasmettere i modelli

ICRIC (indennità di accompagnamento/frequenza ed eventuale periodo di ricovero in casa di cura)

ICLAV (per attestare di prestare o non prestare attività lavorativa)

ACC AS (assegno sociale e pensione sociale, dichiarazione sulla permanenza del requisito della residenza stabile e continuativa in Italia per i titolari di pensione sociale e assegno sociale)

ACCAS/PS (dichiarazione sulla condizione di ricovero per i titolari di assegno sociale)

all'Istituto oltre tale data, pertanto sarà possibile trasmettere le dichiarazioni al nostro CAF CGN entro le ore 18:00 di martedì 27 marzo 2018.

Dopo le opportune fasi di controllo, propedeutiche alla trasmissione delle dichiarazioni, il CAF CGN procederà alla trasmissione telematica all'Istituto.

I modelli sottoscritti devono essere conservati per un periodo di 10 anni in forma cartacea o digitale con allegati i documenti che lo compongono.

per info ci chiami allo 0432 501768

dott. Davide Triadantasio e Carlo Barbiera


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