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Le Banche sono diventate informatori del Fisco.

Dopo il 31 marzo il Grande Fratello Fiscale vedrà tutti i nostri conti correnti bancari e postali i cui dati verranno inviati dalle Banche e dalle Poste all’Agenzia delle Entrate, tramite  l’interscambio dei dati denominato SID. 
L’Agenzia delle Entrate riceve le comunicazioni da tutti gli istituti di credito, Banche, Poste italiane, su conti deposito a risparmio, titoli e obbligazioni, gestioni patrimoniali, cassette di sicurezza; certificati di deposito, buoni fruttiferi, carte di credito, fondi pensione ecc.; saranno così controllati i saldi iniziali e finali, i pagamenti effettuati con bancomat, carte di credito, postepay, prepagate ecc.

Ci sono Banche che falliscono, Banche che vengono salvate con i soldi dei contribuenti, cioè i nostri soldi.

In alcune Banche ci sono indagini per reati diversi.

Comunque sia, manderanno al Fisco tutti i movimenti che noi clienti abbiamo fatto nel 2015.

Indovinate a cosa servono questi dati al Fisco!

Molti clienti delle Banche in questi giorni stanno denunciando alle Procure i “soprusi” subiti dalle loro Banche (chiamiamoli così fino alla fine delle indagini e forse dovremo aspettare diversi anni per sapere che cosa sono e se sono reati). Molti hanno perso gran parte dei loro soldi, ma il Fisco grazie ai dati inviati dalle stesse soprumende Banche li controllerà  .... “cornuti e mazziati”.

Non c’è da meravigliarsi se poi qualcuno decide di tenere i propri soldi “sotto il materasso”, anche se in casa possono entrare altri tipi di ladri. 

Vediamo i rischi e i suggerimenti:

Sinteticamente si può dire che bisogna distinguere il conto corrente privato da quello di chi svolge attività di impresa o professione. Ci sarebbero altri distinguo ma per semplificare possiamo dire che il Fisco li guarderà per monitorare il tenore di vita, le spese e le entrate. 
Se per il Fisco le entrate configurano un reddito non dichiarato, faranno una bella somma sia delle entrate che delle uscite e sommeranno tra loro i due totali così ottenuti, questo totale sarà considerato reddito imponibile. 
Si avete capito bene, anche se non c’è una logica matematica e contabile, la Legge prevede che in questi casi anche le uscite si sommano alle entrate e il totale è reddito. 
Attenzione a Paypal e alle cassette di sicurezza perché verrà comunicato il numero di accessi l'anno e le posizioni in oro e metalli preziosi con relativi importi e operazioni effettuate. 
Poi invertendo l’onere della prova, dovrà essere il contribuente a giustificare i prelievi o le entrate anche di 5 anni prima. 
Il Fisco può presumere che entrate e uscite rappresentino “il nero”, ma può anche non accettare la “prova invertita” che il contribuente fornirà a giustificazione dei propri movimenti finanziari, assumendo come “verità assoluta” che tutti i movimenti finanziari sia in entrata che in uscita, sommati tra loro, diano il reddito imponibili non dichiarato sul quale calcolare imposte sanzioni e interessi.

Attenzione all’imposta sulle donazioni che colpisce quelle con atto pubblico davanti a un Notaio, ma anche le donazioni indirette che si concretizzano quando c'è un trasferimento di ricchezza a prescindere dall'atto formale notarile, come per esempio una dazione di danaro dalla nonna al nipote possono essere tassate.
 
La stessa cosa accade per conto correnti o carte di credito di imprenditori o professionisti che hanno movimentazioni che non risultano descritte in contabilità o quando il Fisco ritiene che la contabilità sia incompleta o inattendibile. 
Attenzione anche ai conti correnti dei loro parenti più stretti, se ci sono versamenti o prelievi non giustificati, possono essere ricondotti a redditi “in Nero” del professionista o dell’imprenditore.

Cosa fare allora? 
Tenere una contabilità di tutti i movimenti finanziari con relative pezze giustificative, in modo da essere in grado di produrre ogni elemento utile per giustificare i propri movimenti finanziari, in contraddittorio con gli Uffici Fiscali preposti al controllo.
A volte non resterà che rivolgersi al Giudice Tributario ed entrare in contenzioso. 

Infatti dal 1991 ai giorni nostri, i controlli erano casuali e comunque la Banca doveva prima ricevere una formale richiesta da parte dell'Agenzia delle Entrate.
Adesso le informazioni finanziarie su tutti noi contribuenti vengono inviate automaticamente e periodicamente dalle Banche al Fisco, che entrato in possesso dei movimenti finanziari del contribuente, li utilizzerà e purtroppo non si sa come questi dati e queste informazioni verranno analizzate.

Giorni fa la Orlandi ha parlato del “lato oscuro” del Fisco, io direi che siamo di fronte (come dicono gli Astrofisici) ad un “Buco Nero Super Massiccio” dei nostri soldi.

per ulteriori informazioni al riguardo ci contatti allo 0432501768 o via email:studio@btstudio.eu






2 commenti a Le Banche sono diventate informatori del Fisco. :

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Replique Montre on mercoledì 6 luglio 2016 07:56
Ci sono Banche che falliscono, Banche che vengono salvate con i soldi dei contribuenti, cioè i nostri soldi.
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Steve Wendover on martedì 18 ottobre 2016 20:48
Fantastic website, I really enjoyed browsing around it, thanks - Steve Wendover
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