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Espropriazione delle case a favore delle banche

Il Governo è sempre più il “Legislatore”, il Parlamento si limita ad approvare o inscenare proteste per ottenere modifiche alle Leggi della maggioranza. Non so se sia ancora corretto parlare di Repubblica Parlamentare, forse sarebbe meglio dire “Repubblica Governativa”.
In ogni caso le proteste del Parlamento hanno fatto ripensare la Legge sulla espropriazione della casa a favore delle banche se, chi ha acceso un mutuo non paga sette rate, anche non consecutive.
Così è arrivata la prima correzione allo schema di Disegno di Legge che consentirà alle banche di prendersi l’immobile per la morosità del proprietario evitando il tribunale Fallimentare, come già succedeva per il Credito Fondiario. 
Le modifiche al testo trasmesso originariamente dal Ministero della Boschi stabiliscono che lo spossessamento del bene da parte della banca diventa facoltativa e parte solo dopo 18 rate di morosità, e non più sette.
Il Governo italiano recepisce una Direttiva europea che si porrebbe l’obiettivo di proteggere (?) il consumatore; la nuova versione della Legge prevede che la clausola di inadempimento sia facoltativa e la banca non possa obbligare il cittadino a sottoscriverla; sempre che il consumatore non firmi, come sempre accade in banca, fogli su fogli scritti in piccolo senza leggerli.
Ma forse è più importante che il consumatore, in difficoltà con i pagamenti delle rate del mutuo, si accerti se i tassi applicati dalla banca non siano superiori alla soglia stabilita per Legge.
Infatti in questo caso i mutui con tassi “usurai” vengono annullati.
E’ quanto ha stabilito la Cassazzione (sentenza 350/2013) quando tasso di mora, penali e varie spese, tutti insieme, superano il tasso soglia stabilito dalla legge antiusura 108/96, i mutui diventano usurai e possono essere annullati con le relative procedure giudiziali, permettendo il recupero integrale degli interessi pagati.
La Legge 108/96 prevede la restituzione di tutte le somme versate con l’applicazione del articolo 1815 c.c., richiamato anche dall’art. 644 CP e dell’art. 4 della L108/96 che in sintesi prevedono la nullità della clausola contrattuale.
Per non piangere più sulle Italiche banche e sui vari provvedimenti a loro favore, ho trovato una notizia per ridere, della serie “Una risata vi seppellirà!” 
Cosa succede con le banche negli altri Paesi ?   
Ecco la notizia apparsa sul giornale per Ipad “Leggilo.net”, nell’inserto  “EconomiaSoldi” del 24 febbraio 2014:

per ulteriori informazioni al riguardo ci contatti allo 0432501768 o via email: studio@btstudio.eu

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