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Da leggere e ricordare prima di pagare

Non voglio ripetermi, perché, in tempi non sospetti, ne avevo parlato su questo blog il giorno 11 febbraio 2014,  il 17 febbraio 2014 su un giornale locale e il 29 aprile 2015  sempre su questo blog, ma è bene ricordarlo, perché le sentenze sono chiare e anche le Commissioni Tributarie di Milano, Campobasso, Lecce, Terni ed altre,  cominciano a sentenziare a favore del contribuente.

Vediamo perché:

Se il contribuente contesta la firma sull’Avviso di Accertamento o sulla Cartella Esattoriale ed altri documenti fiscali e della Pubblica Amministrazione di contestazione, perché questa non appartiene a un dirigente nominato per concorso e il Fisco non riesce a dimostrare che il suo impiegato cui appartiene la firma (sull’avviso di accertamento, irrogazione sanzione, cartella ecc.) era delegato del Capo dell’Ufficio (che deve però appartenere anch’egli alla carriera direttiva), scatta l’annullamento dell’Accertamento, della Cartella ecc. 

Per la certezza del diritto connesse ai requisiti formali dell’accertamento deve trovare applicazione la regola sancita dall’art. 97 c.3 della Costituzione che così recita: “Agli impieghi nelle Pubbliche Amministrazioni si accede per pubblico concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge”.

L’elenco dei dirigenti degli Uffici Fiscali e P.A. con i relativi curriculum è pubblico grazie alla legge sulla trasparenza degli atti amministrativi. Il contribuente ha la possibilità di verificare l’autenticità degli atti emessi da organi preposti alla Direzione Provinciale dell’Agenzia delle Entrate e degli Uffici Fiscali e P.A. in genere, verificare se chi ha firmato gli Avvisi di Accertamento, l'irrogazione della sanzione o ha iscritto a ruolo le somme accertate trasmesse ad Equitalia, sia o meno un vero Dirigente.

La Commissione Tributaria Provinciale di Terni, come altre Commissioni, è di questo avviso.

Come emerge dalla sentenza 203/15, pubblicata dalla prima sezione della CTP di Terni dove viene accolto il ricorso del contribuente. L’ufficio finanziario non è tenuto ad allegare all’avviso di accertamento la delega del Dirigente al funzionario che materialmente sottoscrive l’atto, ma le cose cambiano quando il contribuente solleva la questione in sede contenziosa prospettando, come motivo di nullità dell’avviso, la carenza del requisito formale della firma o della delega del “dirigente”.

Il contribuente può porre a carico dell’amministrazione l’onere di provare che la delega al funzionario firmatario esiste ed è regolare.

Ed è fondamentale che il funzionario delegato appartenga egli stesso alla carriera direttiva come il capo che lo designa a firmare l’accertamento. Di fronte a un motivo di ricorso preciso del cittadino gli uffici Fiscali non possono far finta di nulla ma devono dimostrare in giudizio il corretto esercizio del potere sostitutivo, pena la nullità dell’accertamento, del ruolo o della cartella esattoriale. (Cassazione 18758/2014)

Per contattarci vi ricordiamo i nostri recapiti: Tel. 0432501768 / 043225126 o via email: studio@btstudio.eu, federala@email.it,

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