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Il Fisco beve birra e piange

L’avevamo scritto sul nostro Blog il giorno 11 febbraio 2014 “Molte cartelle di Equitalia e molti avvisi fiscali potrebbero esser nulli” (gran parte del personale che firma gli Atti non ha i requisiti di “dirigente”. La conseguenza è che tali Atti sono nulli e, con essi, anche le successive Cartelle di Equitalia.) e il giorno  7 gennaio 2015 avevamo scritto: “ ci avete rotto i…pellet” (La birra artigianale è in rapida espansione?  Benissimo aumenta l'accisa che sale da 2,7 a 3,04 euro per ettolitro. Cioè su un euro speso in birra il fisco se ne prende 45 centesimi.) Ieri l’AssoBirra ha organizzato una protesta in piazza Montecitorio, offrendo ai passanti una bottiglia con l'etichetta. «Fisc-Ale, la birra che paghi due volte». Questo per far sapere ai contribuenti italiani che quando bevono una birra, lasciano al fisco la metà del prezzo. Sulla benzina lo sapevamo tutti, ma sulle birre lo sapevano in pochi, anche se a dire il vero qualcuno si è chiesto come mai la birra sia la bevanda più cara rispetto al vino o ad altre. Gli aumenti sono recenti e di fatto mezzo bicchiere se lo beve il fisco che intanto … piange.

Ma perché piange ?

Non piange per la birra, ma per la sentenza della Corte Costituzionale del 25 febbraio 2015, che noi di Bt Studio avevamo già preannunciato nel febbraio del 2014.  La nostra pre annunciazione era stato anche oggetto di attenzione della carta stampata locale che il 17 febbraio 2014 aveva titolato “Entrate, migliaia di Atti a rischio nullità” al quale aveva replicato la Direzione dell’Agenzia delle Entrate con “pochissimi ricorsi, i nostri avvisi sono validi”. Ma la sentenza n. 37/2015 la Corte Costituzionale dice che avevamo visto giusto, dichiarando illegittima la norma contenuta nel dl 16/2012 (e successive proroghe) che aveva consentito la nomina di dirigenti nelle Agenzie Fiscali, Equitalia ecc. senza concorso. Tutti, chi più chi meno, si sono immaginati i criteri usati per queste nomine e tutti vedranno in questa sentenza un bel basta della Corte. 
Un primo segnale di cambiamento dove si dice basta con le nomine “politiche” o a “tavolino”, basta con i nepotismi e le nomine clientelari? Speriamo sia così.
Alla efferata notizia la Dott.ssa Rossella Orlandi, Direttrice delle Direttrici e dei Direttori Fiscali si commuove e difende tutti i propri dirigenti, sia quelli buoni che quelli meno buoni, e afferma che senza di loro le Agenzie delle Entrate non saremmo stati in grado di arrivare dove sono arrivate oggi. Ma, lacrime a parte, la Costituzione è chiara: l’art.97 c. III dice “Agli impieghi nelle Pubbliche si accede per pubblico concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge”.
Il decreto legge 16/2012 aveva tentato di rimediare alle nomine dei “dirigenti” senza concorso, ma la Corte Costituzionale ha sconfessato il decreto legge, e sulla questione di legittimità costituzionale dell’art. 8, comma 24, del D.L 2 marzo 2012, n. 16 sollevata dal Consiglio di Stato con ordinanza del 2013, ne ha dichiarato la sua illegittimità.
Ma ci sono state altre sentenze che  condannano queste nomine extra concorso: la CTP di Messina 2563/2012, il TAR del Lazio sentenza n. 06884/2010, le sentenze della Corte n. 4557 del 2009 e n. 103 e 104 del 2007, n. 161 del 2008 e n. 69 del 2011 ed ancora sent. n. 14942 del 14.06.2013.
Quindi sono nulli gli Atti, gli Accertamenti ecc.  dell’Agenzia delle Entrate e nulle le cartelle di Equitalia firmate e trasmesse dai dirigenti nominati senza concorso.
Per chi volesse verificare la propria posizione fiscale sia esattoriale che accertamenti,  può contattarci allo 0432501768 o  via email:studio@btstudio.eu

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