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Curarsi nell'Unione Europea

Spostarsi liberamente nella Unione Europea è un diritto dei cittadini dell’Unione Europea e comporta che questi possano usufruire di cure sanitarie ovunque vadano.
Le norme garantiscono l’immediata disponibilità dell’assistenza sanitaria a chiunque si ammali o abbia un incidente in un altro Stato Membro e, la tessera sanitaria europea rende più semplice a chi viaggia per lavoro o per vacanza la tutela di tali diritti.
I cittadini dell’UE hanno anche diritto di recarsi in uno Stato Membro diverso dal proprio anche appositamente per ricevere cure o se necessitano di una terapia specialistica, nel caso che la prestazione non possa essere garantita, o comunque non sia disponibile in tempi ragionevoli, nel proprio paese
La tessera europea di assicurazione malattia (TEAM) serve per l’assistenza sanitaria nell’UE, e nei paesi della Svizzera, Islanda, Liechtenstein e Norvegia.
Fin dal 2004 la TEAM ha sostituito altri moduli (come E110, E111) e ogniqualvolta si parte per una vacanza all’estero è importante accertarsi di avere con sé la tessera.
L’emissione e la distribuzione della TEAM è effettuata dal Ministero dell’Economia e Finanze a tutti gli iscritti al SSN.
Per chi invece studia o lavora all'estero c'e' il modello E106 se si ha la residenza nello Stato estero.
La TEAM permette al cittadino, che soggiorna all’estero, di ricevere nello Stato UE tutte le cure mediche necessarie, mentre prima erano previste solo le cure urgenti (assicurate in precedenza dal modello E111).
I  principi fondamentali sono:
A tutte le persone assicurate, in caso di soggiorno temporaneo in uno stato membro UE, venga erogato un livello uniforme di assistenza a prescindere dalla categoria di appartenenza (es. pensionati, studenti, lavoratori).
L’assicurato, munito di tessera sanitaria europea, può recarsi presso chi deve erogare le cure e con
la tessera ha diritto ad ottenere le cure che otterrebbero i residenti di quel paese UE in cui si trova.
Con la tessera sanitaria il cittadino italiano ha diritto, durante il soggiorno, allo stesso trattamento fornito ai cittadini di quello Stato, con esclusione delle cure di alta specializzazione.
Per questo è comunque consigliabile sottoscrivere una polizza viaggio, perché solo alcuni paesi dell’UE sostengono per intero le spese per le cure mediche, e anche perché una malattia o un incidente all’estero possono comportare spese supplementari (viaggio, alloggio, rientro in patria).
Sarà anche utile munirsi di ricetta, se necessaria all’acquisto dei farmaci che si usano abitualmente, anche se non è detto che sarà direttamente riconosciuta in farmacia, ma sarà utile a procurarsene una locale presso le strutture sanitarie del luogo.
 
Nel caso di prestazioni di altissima specializzazione che non sono ottenibili nel nostro Paese, la relativa assistenza sanitaria  deve essere  preventivamente autorizzata.
Per avere l'autorizzazione al trasferimento per cure l'interessato, o chi per esso, deve presentare all'Azienda Sanitaria Locale (ASL) di appartenenza una domanda, la proposta di un medico specialista motivata in ordine all'impossibilità di fruire delle prestazioni in Italia tempestivamente o in forma adeguata al caso clinico, l'ulteriore documentazione eventualmente prescritta da disposizioni regionali. Si precisa che e' considerata valida la proposta fatta da un medico specialista sia pubblico che privato, e che tale proposta deve contenere l'indicazione della struttura estera prescelta per la prestazione.
L'ASL provvede, secondo modalità stabilite dalla Regione, alla trasmissione della domanda e della documentazione al Centro di riferimento regionale (CRR) territorialmente competente. Il CRR valuta la presenza dei requisiti richiesti, l'appropriatezza della struttura estera e comunica il proprio parere motivato alla Asl. A questo punto la Asl decide se rilasciare o meno l'autorizzazione, e lo comunica all'interessato e al Centro predetto.In caso di accoglimento accade che: se la struttura estera è privata, la ASL rilascia autorizzazione scritta all'interessato che dovrà anticipare le spese autorizzate e, al rientro in Italia, chiedere il rimborso alla propria ASL presentando la documentazione necessaria; se la struttura e' pubblica, o privata convenzionata, la ASL provvede a rilasciare un formulario E 112 (se e' per uno Stato comunitario) o un formulario analogo (se si tratta di uno Stato convenzionato) e l'assistenza viene erogata in forma gratuita.
Per esempio, vi sono due modi per coprire le spese mediche sostenute:
1. Il tuo ente assicurativo copre tutte le spese sostenute
§   Questo sistema si applica alle strutture sanitarie pubbliche e non copre le cure private.
§   Devi chiedere l'autorizzazione preventiva al tuo ente assicurativo prima di recarti all'estero per ricevere le cure. Una volta ottenuta, riceverai un apposito modulo di richiesta (
§   Il vostro ente assicurativo coprirà il costo integrale delle cure.
§   Non dovrà pagare nulla, poiché gli enti interessati gestiranno tra di loro le procedure di rimborso.
Tuttavia, se riceve le cure in un paese in cui i pazienti sono soliti pagarle per poi chiedere il rimborso al loro ente assicurativo, è possibile che le venga chiesto di pagare alcune spese anticipo. Sta a lei poi chiedere il rimborso alle autorità competenti del paese in cui hai ricevuto le cure. Le rimborseranno direttamente alle stesse condizioni applicate ai residenti locali. In alternativa, potrà  chiedere il rimborso al suo ente assicurativo una volta tornato a casa.
Se la tariffa per il rimborso delle cure ricevute all'estero è superiore nel paese in cui lei è assicurato, ha diritto a un rimborso supplementare da parte del suo ente assicurativo per coprire la differenza.
2. Potrà pagare le cure di tasca sua e chiedere il rimborso successivamente:
§   questa opzione si applica a tutte le strutture sanitarie pubbliche e private.
§ Ha diritto ad un rimborso fino ad un importo pari al costo delle stesse cure applicato nel suo paese, ma solo se nel suo paese ha diritto a tali cure.

È possibile che lei debba chiedere l'autorizzazione preventiva alla ASL – contatti il suo sportello nazionale locale di riferimento.

A prosecuzione del nostro articolo del 25/11/2013 è stato approvato il Decreto Legislativo dal Consiglio dei Ministri relativo alle cure all'estero e richiesta del rimborso in Italia per le spese sostenute, ecco il link annesso al Corriere della Sera...



Per chi volesse ulteriori approfondimenti può contattarci al numero di telefono dell'ufficio di Udine: 0432/501768 o a quello dell'ufficio di Pordenone: 0434/1774843 o
 via @mail: studio@btstudio.eu

1 commento a Curarsi nell'Unione Europea:

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Massimo on lunedì 25 novembre 2013 11:02
Caro Davide aggiungi che le fatture degli specialisti devono essere sempre redatte in Italiano. Ciao da Massimo.
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