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Le novità su: "l'invio della Cartella a mezzo posta direttamente da Equitalia rende l'Atto inesistente"

Ci sono state due recenti sentenze della Cassazione che Equitalia sta utilizzando nelle controversie per cercare di dimostrare che può effettuare le notifiche delle cartelle esattoriali a mezzo posta.  
Nel miei articoli precedenti nel blog di questo sito,  ho affermato  che la cartella esattoriale e gli atti autonomamente impugnabili ex art. 19 del D. Lgs. n. 546/92,  non devono e non possono essere notificati direttamente da Equitalia a  mezzo posta con raccomandata con avviso di ricevimento, perché è sempre necessario l’intervento dei messi  abilitati dall’art. 26, primo comma, del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602;  e  cioè gli Ufficiali della riscossione; gli altri soggetti abilitati nelle forme previste dalla legge; o dai messi Comunali o dagli agenti della polizia municipale, previa convenzione tra comune e Equitalia. 
La conseguenza è che gli atti notificati direttamente da Equitalia per posta sono giuridicamente inesistenti. 
Bene per evitare di ripetermi,  elenco qui di seguito la normativa e la giurisprudenza che ho trovato che da ragione a questa mia tesi
Le  notifiche delle cartelle esattoriali  è disciplinata dal disposto dell’articolo 26 del D.P.R. n. 602 del 29 settembre 1973 intitolato “notificazione della cartella di pagamento”. Il testo originario in vigore dal 1974 era: “la notificazione della cartella al contribuente è eseguita dai messi notificatori dell’esattoria o dagli ufficiali esattoriali ovvero dagli ufficiali giudiziari e nei comuni che non sono sede di pretura, da messi comunali e dai messi di conciliazione. Alla notificazione in comuni non compresi nella circoscrizione esattoriale provvede l’esattore territorialmente competente, previa delegazione da parte dell’esattoria che ha in carico il ruolo. La notificazione può essere eseguita anche mediante invio, da parte dell’esattore, di lettera raccomandata con avviso di ricevimento. La notificazione si ha per avvenuta alla data indicata nell’avviso di ricevimento sottoscritto da una delle persone previste dal comma successivo”;Nel corso degli anni però è stato più volte modificato come segue.
Dal 1 luglio 1999:“La cartella è notificata dagli ufficiali della riscossione o da altri soggetti abilitati dal concessionario nelle forme previste dalla legge ovvero, previa eventuale convenzione tra comune e concessionario, dai messi comunali o dagli agenti della polizia municipale. La notifica può essere eseguita anche mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento; in tal caso, la cartella è notificata in plico chiuso e la notifica si considera avvenuta nella data indicata nell’avviso di ricevimento sottoscritto da una delle persone previste dal secondo comma”. 
Dall’ 8 giugno 2001, a seguito delle modifiche introdotte dall’art. 12, comma 1, D. Lgs. n. 46 del 26 febbraio 1999: “La cartella è notificata dagli ufficiali della riscossione o da altri soggetti abilitati dal concessionario nelle forme previste dalla legge ovvero, previa eventuale convenzione tra comune e concessionario, dai messi comunali o dagli agenti della polizia municipale. La notifica può essere eseguita anche mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento; in tal caso, la cartella è notificata in plico chiuso e la notifica si considera avvenuta nella data indicata nell’avviso di ricevimento sottoscritto da una delle persone previste dal secondo comma o dal portiere dello stabile dove è l’abitazione, l’ufficio o l’azienda”.
Dal  31 maggio 2010, a seguito delle ulteriori modifiche apportate dall’art. 1, comma 1, lett. c), D. Lgs. n. 193 del 27 aprile 2001: “La notifica della cartella può essere eseguita, con le modalità di  cui al  decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68, a mezzo posta elettronica certificata, all’indirizzo risultante dagli elenchi a tal fine previsti dalla legge. Tali elenchi sono consultabili, anche in via telematica, dagli agenti della riscossione. Non si applica l’articolo 149-bis del codice di procedura civile”.   
Si può facilmente constatare che la versione originale del 1974 nel terzo periodo viene precisato che la notificazione può essere eseguita anche mediante invio, da parte dell’esattore, di lettera raccomandata con avviso di ricevimento. 
Dunque, il legislatore in un primo momento aveva previsto che la notifica a mezzo posta fosse fatta direttamente “da parte dell’esattore”. 
Nelle versioni successive il legislatore ha cancellato l’inciso “da parte dell’esattore” con l’intento di voler escludere, a far data dal 1° luglio 1999, la possibilità da parte dell’ente esattore cioè Equitalia di eseguire direttamente la notificazione mediante l’invio di lettera raccomandata con avviso di ricevimento. Diversamente nelle modifiche apportate sarebbe rimasto l’inciso “da parte dell’esattore” che, invece, è stato soppresso a partire dal 1° luglio 1999. 
Infatti la frase “la notifica può essere eseguita anche mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento” non deve essere letta estrapolandola dal contesto in cui è inserita, in quanto costituisce la prosecuzione del primo periodo dell’art. 26 del citato D.P.R., nel quale sono indicati i soggetti  che possono effettuare la notifica. 
Anche  l’ultima versione dell’articolo 26 che introduce la notifica a mezzo posta elettronica certificata non  modifica l’impianto stabilito dal D.Lgs. n. 46 del 1999. Cioè quello che tolse la frase  “da parte dell’esattore”, togliendo così a Equitalia la possibilità di notificare a mezzo posta raccomandata. 
Ma come dovrebbe essere fatta la notifica a mezzo posta da parte dei Messi ? 
Gli  art. 149 c.p.c., richiamato dall’art. 60 D.P.R. n. 600/1973; e l’ art. 3 della Legge n. 890/1982, stabiliscono che   la corretta procedura che l’ufficiale giudiziario dovrà eseguire è la seguente: scrivere la relata sull’originale dell’atto, citando l’ufficio postale dal quale spedisce la copia al destinatario in piego raccomandata con avviso di ricevimento; presentare all’ufficio postale la copia dell’atto da notificare in busta chiusa, con nome, cognome, residenza o domicilio del destinatario, apporre il numero del registro cronologico di notifica, la propria sottoscrizione ed il sigillo dell’ufficio del messo che notifica;  presentare l’avviso di ricevimento con l’aggiunta del numero del registro cronologico di notifica. 
Le attività sopra descritte devono essere compiute solo dai soggetti abilitati dall’art. 26, comma 1, prima parte, tra i quali non è menzionato Equitalia per espressa previsione legislativa. 

Vediamo ora la giurisprudenza Tributaria, ordinaria  e della Cassazione:  
1)   sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Campobasso, sez. 1ª, n. 219/01/2012 del 20/12/2012, depositata il 21 dicembre 2012; 
2)    sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Vicenza, sez. 7ª, n. 37 del 23 aprile 2012; 
3)    sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Campobasso, n. 133/03/12 dell’11 giugno 2012; 
4)    sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Lecce, sez. 5ª, n. 533 del 29/12/2010; 
5)    sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Pescara, sez. 4ª, n. 743 del 3 novembre 2010; 
6)    sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Milano, sez. 9ª, n. 264 del 19/07/10; 
7)    sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Parma, sez. 7ª, n. 103 del 3 novembre 2009; 
8)    sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Lecce, sez. 5ª, n. 909 del 16 novembre 2009; 
9)    sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Trento, sez. 5ª, n. 23/5/2009 del 23 febbraio 2009, depositata il 9 marzo 2009; 
10)  sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Genova, sez. 12ª, n. 125 del 12 giugno 2008; 
11)  sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Treviso, sez. 6ª, n. 44 del 2 luglio 2002; 
12)  sentenza della Commissione Tributaria Regionale di Catanzaro, Staccata di Reggio Calabria, sez. 6ª, n. 157/06/2012 del 19 dicembre 2012, depositata il 31 dicembre 2012; 
13)  sentenza della Commissione Tributaria Regionale dell’Abruzzo,n. 3/10/10 del 9 luglio 2009; 
14)  sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, sez. 5ª, n. 141 del 17 dicembre 2009 
15)  Importante la sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Campobasso,  n. 219/01/2012 del 20.12.2012, nella  sentenza di Campobasso n. 219 del 21.12. 2012  è scritto:   il tema della notifica di atti che incidono nella sfera patrimoniale del cittadino è stato rigorosamente disciplinato dal legislatore negli artt. 26 D.P.R. n. 602/1973 e 60 D.P.R. n. 600/1973, laddove vengono dettate tassative prescrizioni, finalizzate a garantire il risultato del ricevimento dell’atto da parte del destinatario ed attribuire certezza all’esito del procedimento notificatorio; non vi è dubbio sul fatto che il secondo periodo della disposizione di cui all’art. 26 D.P.R.602/1973 non sia altro che la prosecuzione del primo, nel senso che la prima parte concerne il soggetto che è abilitato dalla legge ad eseguire la notifica, mentre la seconda parte, ferma restante la necessità del soggetto abilitato, dispone in ordine alla modalità con cui può essere eseguita la notifica, chiarendo che essa notifica può essere effettuata, oltre che direttamente ad opera dei soggetti abilitati (indicati nella prima parte della disposizione), anche col mezzo della posta, ma pur sempre ad opera dei predetti soggetti abilitati; l’art. 14 della Legge n. 890 del 1992 laddove afferma la possibilità di eseguire la notifica degli atti ivi indicati “anche a mezzo della posta direttamente dagli uffici finanziari”, riserva chiaramente tale previsione a quegli uffici che esercitano potestà impositiva, con evidente esclusione, pertanto, degli Agenti della riscossione che sono preposti alla sola fase della riscossione; solo i soggetti tassativamente previsti dall’art. 26 cit. possono interporsi fra chi richiede la notifica ed il soggetto notificato;  di conseguenza in caso di notifica eseguita direttamente dall’Agente della Riscossione, per qualsivoglia atto che rientri nella sua competenza (cartella di pagamento, iscrizioni di ipoteche, avvisi di pagamento, fermi amministrativi, sequestri, ecc.), la notifica dovrà essere ritenuta del tutto inesistente, ovvero non sanabile, poiché la sanatoria di cui all’art. 156 c.p.c. (a volerla ritenere applicabile agli atti diversi da quelli processuali) potrebbe eventualmente riferirsi ad una cartella con relata di notifica viziata, ma pur sempre notificata da un soggetto abilitato dalla legge; le decisioni della Suprema Corte fino ad oggi non hanno mai direttamente affrontato e risolto la questione della legittimazione dell’Agente della Riscossione per la notifica diretta con il mezzo della posta degli atti di sua competenza dopo l’entrata in vigore del D.Lgs. n. 46/1999  che, come ampiamente detto, ha eliminato dall’art. 26, comma 1, D.P.R. 602/1973, dopo le parole “mediante invio”, l’inciso da parte dell’esattore.  
16)   Il Tribunale di Udine con la Sentenza n. 1183/2009 del 04.06.2009, depositata il 20.08.2009  ha stabilito che:  l’art. 26 D.P.R.  n. 602/1973 indica i soggetti che sono abilitati ad effettuare le notifiche della cartella e dell’avviso di mora e cioè: la speciale normativa non esonera dal rispetto delle norme del codice di rito (art. 149 c.p.c.) e della Legge n. 890/1992 per quanto riguarda le modalità della notifica;  non è mai consentito al Concessionario di estendere la norma fino al punto da rendere anonimo e impersonale l’invio della raccomandata e di impedire qualsiasi forma di verifica sul rispetto della procedura, come avverrebbe qualora si ritenesse sufficiente l’esibizione da parte del concessionario del solo avviso di ricevimento della lettera raccomandata. 
17)   Vediamo cosa ha fino ad oggi la Cassazione che si è pronunciata sulla mancata compilazione della relata di notifica delle cartelle di pagamento. Mentre non ha  ancora deciso sul problema della inesistenza della notifica perché effettuata da un soggetto non abilitato dalla legge.   
18)   La Sentenza n. 14327 del 19.06.2009 ha stabilito che:  “In tema di notifica a mezzo posta della cartella esattoriale emessa per la riscossione di sanzioni amministrative, trova applicazione l’art. 26 del D.P.R. 602/1973, per il quale la notificazione può essere eseguita anche mediante invio, da parte dell’esattore, di lettera raccomandata con avviso di ricevimento, nel qual caso si ha per avvenuta alla data indicata nell’avviso di ricevimento sottoscritto dal ricevente e dal consegnatario, senza necessità di redigere un’apposita relata di notifica, come risulta confermato per implicito dal penultimo comma del citato art. 26, secondo il quale l’esattore è obbligato a conservare per cinque anni la matrice o la copia della cartella con la relazione dell’avvenuta notificazione o l’avviso di ricevimento, in ragione della forma di notificazione prescelta, al fine di esibirla su richiesta del contribuente o dell’Amministrazione”. Dall’esame della motivazione di detta sentenza emerge che essa è stata emessa in relazione ad un caso in cui era ancora vigente la vecchia formulazione dell’art. 26 D.P.R. 602/1973 che prevedeva espressamente la notifica a mezzo posta della cartella direttamente ad opera dell’esattore, previsione eliminata con provvedimento di legge nell’anno 1999. Pertanto la citata sentenza non può risolvere il contrasto, insorto nella giurisprudenza di merito sulla validità o meno, ai sensi dell’articolo 26 nel testo vigente, della notificazione con la suddetta modalità, in tale norma prevista, quando effettuata “direttamente” dall’Agente della Riscossione; 
19)   La sentenza n. 15948 del 06.07.2010 precisa  che: “non ha rilievo la mancata redazione della relata, in quanto non prevista dalla legge per siffatta modalità di notifica della cartella, come implicitamente confermato dal disposto del penultimo comma dell’art. 26 del D.P.R. n. 602 del 1973”.   Alla Corte era stato posto il quesito, riferita ante riforma del 1999, relativo all’inesistenza della relata di notifica  per provare l’avvenuta consegna, che  è data dall’avviso di ricevimento della raccomandata. Pertanto, l’ordinanza della Suprema Corte richiamata dalla resistente Equitalia, se si presta a risolvere il tema della necessità o meno della relata di notifica in caso di notificazione di cartella di pagamento mediante utilizzazione del mezzo postale, non dice  nulla circa il problema antecedente relativo alla ritualità della notifica effettuata con tale mezzo direttamente da Equitalia e non dal Messo abilitato. 
20)   La Sentenza n. 2288 del 31.01.2011 afferma che: “Laddove la cartella di pagamento sia notifica a mezzo della raccomandata con avviso di ricevimento ex art. 26 D.P.R. 602/1973, la notifica si ha per eseguita al momento della data indicata nell’avviso di ricevimento sottoscritto dal destinatario non risultando necessaria la redazione della relazione di notificazione”.   Anche questa sentenza, riferita tra l’altro ad una cartella relativa a IRPEF 95/97, faceva  riferimento alla legislazione ante riforma del 1999 e non risolve il quesito della possibilità di notifica diretta da parte di Equitalia, ma quello della mancanza di relata sostituita dall’avviso di ricevimento della raccomandata in caso di notifica a mezzo posta; 
21)   La Sentenza n. 11708 del 27.05.2011 afferma che:  “L’art. 26 D.P.R. 602/1973 a proposito della notifica della cartella esattoriale prevede che essa possa realizzarsi con varie modalità, e così tra l’altro anche senza ricorrere alla collaborazione di terzi (messi comunali, agenti della polizia municipale. .. ), ma direttamente ad opera del Concessionario mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento”. Tale affermazione sarebbe puntuale qualora fosse riferibile al testo dell’articolo 26, comma 1, così come rimasto in vigore fino al 30 giugno 1999 (“La notificazione può essere eseguita anche mediante invio, da parte dell’esattore,…”). Anche in tale sentenza, pertanto, la Corte non affronta i problemi né risolve il  contrasto giurisprudenziale, e cioè  se Equitalia  dopo il 30 giugno 1999 può effettuare direttamente la notifica a mezzo posta senza l’ausilio di un Messo.. Pertanto anche la sentenza n. 11708 /2011 non risolve la questione dell’inesistenza della notifica.       
22)   La Sentenza n. 15746 del 19.09.2012 afferma che: “La cartella esattoriale può essere notificata anche direttamente da parte del concessionario mediante raccomandata con avviso di ricevimento nel qual caso è sufficiente, per il relativo perfezionamento, che la spedizione postale sia avvenuta con consegna del plico al domicilio del destinatario, senza alcun altro adempimento da parte dell’ufficiale postale se non quello di curare che la persona da lui individuata come legittimata alla ricezione apponga la sua firma sul registro di consegna della corrispondenza, oltre che sull’avviso di ricevimento da restituite la mittente; ne consegue che se manchino nell’avviso di ricevimento le generalità della persona a cui l’atto è stato consegnato, adempimento non previsto da alcuna norma, e la relativa sottoscrizione sia addotta come inintellegibile, l’atto è pur sempre valido, poichè la relazione tra la persona a cui esso è destinato e quella a cui è stato consegnato costituisce oggetto di un preliminare accertamento di competenza dell’ufficiale postale, assistito dall’efficacia probatoria di cui all’art. 2700 c.c., ed eventualmente solo in tal modo impugnabile, stante la natura di atto pubblico dell’avviso di ricevimento della raccomandata”.   Tale sentenza, riporta testualmente le affermazioni della sentenza  n. 11708 /2011, e non affronta la questione dell’inesistenza della notifica. 
23)   La Sentenza n. 1091 del 17.01.2013 afferma che:  “La cartella esattoriale può essere notificata, ex art. 26 del D.P.R. n. 602/1973, anche direttamente da parte del Concessionario mediante raccomandata con avviso di ricevimento nel qual caso è sufficiente, per il relativo perfezionamento, che la spedizione postale sia avvenuta con consegna del plico al domicilio del destinatario, senza alcun altro adempimento da parte dell’ufficiale postale se non quello di curare che la persona da lui individuata come legittimata alla ricezione apponga la sua firma sul registro di consegna della corrispondenza, oltre che sull’avviso di ricevimento da restituite la mittente; ne consegue che se manchino nell’avviso di ricevimento le generalità della persona a cui l’atto è stato consegnato, adempimento non previsto da alcuna norma, e la relativa sottoscrizione sia addotta come inintellegibile, l’atto è pur sempre valido, poichè la relazione tra la persona a cui esso è destinato e quella a cui è stato consegnato costituisce oggetto di un preliminare accertamento di competenza dell’ufficiale postale, assistito dall’efficacia probatoria di cui all’art. 2700 c.c., ed eventualmente solo in tal modo impugnabile, stante la natura di atto pubblico dell’avviso di ricevimento della raccomandata”.   Come si può notare la sentenza riporta quanto stabilito nella precedente sentenza n. 11708/2011 continuando ad applicare la vecchia formulazione dell’art. 26 D.P.R. n. 602/1973 e a non risolvere  la questione di diritto sull’eccezione di inesistenza della notifica.  Si può concludere (e non lo dico solo io ma anche studi Legale sicuramente più preparati di me, basta cercare su Iternet)  che la Cassazione non ha ancora affrontato e risolto la questione della notifica eseguita da soggetto non abilitato.

Quindi la  "non notifica"  effettuata direttamente  da Equitalia, spedendo a mezzo posta raccomandata con ricevuta di ritorno  la Cartella Esattoriale,  senza avvalersi dei soggetti abilitati,  cioè dei Messi,  rende giuridicamente inesistente l'Atto.

Per ulteriori informazioni ci contatti allo 0432/501768 o allo 0434/1774843                             o via  email:    studio@btstudio.eu

1 commento a Le novità su: "l'invio della Cartella a mezzo posta direttamente da Equitalia rende l'Atto inesistente" :

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Handbags on venerdì 6 settembre 2013 08:21
Very well written, I hope next time can be good, thanks for sharing
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