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Spesometro 2° semestre 2017

Pubblicato il 06 febbraio 2018 alle 11.30 Comments commenti (4)

Scadrà il 6 aprile p.v. l'invio del "nuovo Spesometro"  per l'esattezza si chiama "invio fatture e corrispettivi " del secondo semestre 2017.


L'obbligo della  comunicazione delle fatture emesse, ricevute e registrate (e variazioni) è stato introdotto dal Dl 78/2010 (articolo 21).

Se Vi ricordate l'anno scorso ci fu un Black Out (si fa per dire n.d.r.) del cervellone del Fisco.


In realtà il software messo a punto dall'Agenzia delle Entrate era pieno di buchi, errori. Si impiantava ogni 5 minuti, oltre a far vedere a chiunque le fatture di chiunque .... alla faccia della Privacy.


I dati da inserire sono numerosi e ripetitivi.


Si può fare anche da soli, basta logarsi nella parte del sito dell'Agenzia delle Entrate dedicata all'invio, armarsi di pazienza e inserire i dati richiesti.


L'alternativa è chiedere fin d'ora un preventivo al Commercialista.


Attenzione: chi non ottempererà alla comunicazione potrà incorrere in sanzioni da un minimo di €1 ad un massimo di 1000€ a fattura non comunicata.


dott. Davide Triadantasio e Carlo Barbiera Commercialista


Per ulteriori approfondimenti ci contatti allo 0432501768 o via email: studio@btstudio.eu

100 milioni di euro per la digitalizzazione.

Pubblicato il 29 gennaio 2018 alle 10.25 Comments commenti (1)

Dal 30 gennaio al 9 febbraio 2018 sarà possibile per le micro, piccole e medie imprese di tutto il territorio nazionale presentare la domanda per l'ottenimento del contributo in forma di voucher per l'acquisto di hardware, software e servizi specialistici finalizzati alla digitalizzazione dei processi aziendali e all'ammodernamento tecnologico.

Ciascuna impresa può beneficiare di un unico voucher di importo non superiore a 10 mila euro, nella misura massima del 50% del totale delle spese ammissibili.

Entro 30 giorni dalla chiusura dello sportello il Ministero adotterà un provvedimento cumulativo di prenotazione del Voucher, su base regionale, contenente l'indicazione delle imprese e dell'importo dell'agevolazione prenotata.

Nel caso in cui l'importo complessivo dei Voucher concedibili sia superiore all'ammontare delle risorse disponibili (100 milioni di euro), queste saranno ripartite in proporzione al fabbisogno derivante dalla concessione del Voucher da assegnare a ciascuna impresa beneficiaria. Ai fini del riparto saranno considerate tutte le imprese ammissibili alle agevolazioni che avranno presentato la domanda nel periodo di apertura dello sportello, senza alcuna priorità connessa al momento della presentazione.

Verificata la documentazione finale che le imprese sono tenute a presentare entro 30 giorni dalla data di ultimazione delle spese, che dovranno essere sostenute dopo la comunicazione dell'avvenuta prenotazione del contributo, il Ministero determinerà l'importo del Voucher da erogare in relazione ai titoli di spesa risultati ammissibili.

Per ulteriori approfondimenti ci contatti allo 0432501768 o via email: studio@btstudio.eu

Nei link che segue moduli e istruzioni:

http://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/incentivi/impresa/voucher-digitalizzazione


1- Dichiarazione Sostitutiva Vaucher

2- Digitalizzazione Manuale e Approfondimenti

3- Domanda per Vaucher Digitalizzazione

4- Liberatoria sul Pagamento del Fornitore

5- Resoconto del Progetto Digitalizzazione

Gli incentivi fiscali della Legge di Bilancio 2018

Pubblicato il 27 gennaio 2018 alle 11.00 Comments commenti (0)

A scuola ci insegnano che gli ultimi tre secoli hanno visto tre rivoluzioni industriali.
Energia idroelettrica, macchine a vapore e strumenti-macchinari nel diciottesimo secolo.
Elettricità e linee di produzione, catene di montaggio e produzione di massa diciannovesimo secolo.
Informatica e automazione ventesimo secolo.


Ora siamo nel ventunesimo secolo e siamo di fronte ad una rivoluzione digitale della produzione
automatizzata e interconnessa e delle stampe in 3D che è stata denominata: Industria 4.0 il termine venne coniato nel 2011 alla fiera dell'elettronica ad Hannover.


In questo tipo di produzione, i dati necessari vengono raccolti, analizzati, processati per diventare istruzioni informatiche per le macchine dove l'uomo è l'interfaccia che attraverso i linguaggi informatici da gli ordini alle macchine-robot.
Molto probabilmente nei prossimi cinque anni spariranno alcuni milioni di posti di lavoro, ma ne verranno creati degli altri, in misura minore o maggiore …. non si sa e i pareri degli esperti sono contrastanti.
Cioè «I robot ci ruberanno il lavoro, ma è molto meglio così» non lo dico io è il titolo del testo di Federico Pistono della Oxford Martin School.


Vi ricordate il libro di Roberto Vacca “il medioevo prossimo venturo” ?
Ipotizzava che l'umanità si avviasse verso un nuovo medioevo a causa dell'esplosione demografica, delle migrazioni di massa dal terzo mondo verso i paesi occidentali con una regressione culturale e lotte religiose che avrebbero dovuto causare il blocco della tecnologica. Sembra che fino ad ora la profezia si sia avverata solo in minima parte.
Si è creata però una dicotomia tra industrie super tecnologiche e digitali e gli “altri”, certo che se si verificasse una tempesta magnetica che mettesse fuori uso i sistemi digitali, un pericolo di una regressione medioevale ci potrebbe essere.


2015 anno in cui il ministero per lo Sviluppo ha iniziato a lavorare su: «Come fare della trasformazione digitale dell’industria una opportunità per la crescita e l’occupazione», dove vengono individuate le aree dove intervenire per tenere anche l’Italia al passo con la trasformazione in atto.


2018 la Legge di stabilità conferma e amplia gli incentivi per la trasformazione tecnologica e digitale che prevedono:

  • credito di imposta per la Formazione 4.0,
  • l'iperammortamento dei beni materiali,
  • superammortamento dei beni immateriali,
  • finanziamenti agevolati con garanzia pubblica fino all'80% con il “Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese”,
  • contributo sugli interessi che sono stati stabiliti nel 2,75% e 3,575% (nuova Sabatini) per gli investimenti per acquistare o acquisire in leasing macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali, hardware, software e tecnologie digitali, crediti di imposta per ricerca e sviluppo,
  • agevolazioni per Pmi e start-up innovative.


Un esempio dal punto di vista fiscale:


250% di ammortamento fiscale del costo relativo a specifici beni materiali nuovi funzionali alla trasformazione tecnologica 4.0 e
140% del costo relativo a specifici beni immateriali (software-sviluppo) connessi a beni materiali per Industria 4.0 per gli investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2018 oppure entro il 30 giugno 2019 a condizione che l’ordine sia accettato entro il 31 dicembre 2018 e siano stati pagati acconti del 20% dell'acquisto.
Necessaria la dichiarazione del legale rappresentante che attesti che il bene possiede le caratteristiche tecniche previste dalla legge e che è interconnesso al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.
Per i beni di costo superiore a 500.000 euro è obbligatoria la perizia tecnica giurata redatta da un ingegnere, da un perito industriale ovvero un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato


Industria 4.0 è mirata ad una consistente digitalizzazione collegata con tutte le unità produttive dell’economia:

  • Nella produzione ci saranno sistemi complessi che interagiscono con la produzione, con il mercato e con un massiccio utilizzo della rete connessa ai sotto sistemi i controlli in tempo reale.
  • I robot nelle aziende sono raddoppiati negli ultimi 3 anni, soprattutto nei paesi del Nord Est dove sistemi intelligenti interagiscono tra loro.
  • Ogni anno nel mondo raddoppiano i “Big Data”.
  • Il cloud computing con la condivisione, la lettura e l'analisi dei dati permetterà la modifica on line della produzione.
  • I processo industriali potranno essere simulato e verificato in virtuale; e solo dopo aver verificato la bontà e redditività del progetto industriale si procederà con il processo e la mappatura fisica di produzione caricando il software necessario, i parametri e le matrici numeriche nelle macchine per la la produzione reale.


Carlo Barbiera Commercialista


Per ulteriori informazioni ci potete contattare allo 0432/501768 o via email, studio@btstudio.eu


multe stradali via Pec...e la notifica?

Pubblicato il 25 gennaio 2018 alle 11.20 Comments commenti (0)

Con le novità introdotte dal DM interno del 18/12/2017, in vigore dal 16/1/2018, la persona che viene fermata dagli organi di Polizia e alla quale è fatta una contravvenzione, può comunicare il proprio indirizzo Pec, per la notifica della stessa entro e non oltre i 90 giorni....

Spetterà agli organi di Polizia verificare la veridicità della Pec attraverso gli elenchi pubblici....Nella maggior parte dei casi spetterà alle stesse forze dell'ordine controllare i pubblici elenchi ed inviare la multa al destinatario...

Se non risulta avere una Pec o esser inattiva, la contravvenzione sarà inviata con i metodi tradizionali via raccomandata postale al destinatario....

Inoltre il file inviato per esser valido dovrà esser in formato pdf/p7m e apribile con chiavetta usb certificata che non tutti hanno...


Dott. Davide Triadantasio


Per ulteriori approfondimenti ci può contattare allo 0432501768 o via email federalainfo@gmail.com,

L'ingordigia del Fisco e la morale dell'Universo.

Pubblicato il 28 dicembre 2017 alle 00.10 Comments commenti (0)

Al centro della Via Lattea c'è un buco nerosupermassiccio.

Questo oggetto mostruoso è circondato da un piccolo gruppo di stelle in orbita ad alta velocità nel campo gravitazionale talmente elevato che neppure la luce sfugge all'ingordigia del buco nero.

Ma soprattutto è importante sapere che un buco nerosupermassiccio alla fine ingoierà tutta la galassia

La Terra al centro di un buco nero avrebbe la dimensione di miliardi di volte minore di un atomo … noi saremmo ridotti a particelle infinitamente piccole cioè il nulla.

Ma quando tutto sarà stato ingoiato e non ci sarà più nulla da ingoiare, e il buco nerosupermassiccio non avrà più motivo di esistere.

Ecco l'universo ci insegna che la ingordigia porta alla distruzione.

I Cinesi hanno scoperto recentemente che l'Universo si espanderà sempre più velocemente, allontanandosi dai buchi nerisupermassicci.

Cioè i pianeti, gli esseri viventi e gli atomi si allontaneranno sempre di più tra loro in un lento e inesorabile strappo causato dalla materia oscura.

I Cinesi lo chiamano Big Rip in contrapposizione al Big Bang.

Questa non è una favola ma la cruda realtà dell'Universo che però ci insegna che un fisco troppo ingordo che come disse la Orlandi scatena il suo lato oscuro contro i contribuenti non è altro che un buco nerosupermasiccio che con la sua ingordigia finirà coll'ingoiare anche se stesso oppure i contribuenti si allontaneranno sempre di più a causa della materia oscura.

Mi piace qui ricordare le parole di Luigi Enaudi:

….gli esportatori illegali di capitale sono benefattori della Patria, perché i capitali scappano quando i governi dissennati e spendaccioni li dilapidano, e allora portandoli altrove li salvano dallo scempio e li preservano per una futura utilizzazione, quando sarà tornato il buon senso ….. non giocare d’astuzia contro i contribuenti, non pigliarli di sorpresa, come troppo spesso si è fatto sin qui… Le leggi d’imposta debbono essere, sostanzialmente e non solo formalmente, diritte e oneste. Solo a questa condizione possono riscuotere l’ubbedienza volonterosa dei cittadini…

Buone Feste per tutti. 

Nuova definizione agevolata 2017

Pubblicato il 07 dicembre 2017 alle 11.35 Comments commenti (0)


DA-2000 17.pdf


Scadenza presentazione domanda 31/3/2018

Unica rata o 3 rate: scadenza 31 ottobre 2018, 30 novembre 2018, l'80% e 28 febbraio 2019, il rimanente.

Per ulteriori informazioni sul calcolo carichi pendenti, sanzioni, interessi ed imposte ci potete contattare allo 0432/501768 o via email, studio@btstudio.eu


i ricordi e il bollo auto

Pubblicato il 22 novembre 2017 alle 00.00 Comments commenti (0)

Ogni tanto mi piace ricordare alcuni articoli scritti su questo Blog, non per vanto personale, ma perché scritti per mettere in guardia il contribuente dai tranelli della macchina Fiscale Italiana.

Per esempio Vi siete scordati di pagare il bollo dell’auto? 

Niente paura il Fisco accederà al Vostro C/C bancario e se lo pagherà da solo con tanto di maggiorazione per sanzioni, interessi e perché no, anche il disturbo di aver dovuto mettere le mani nel Vostro C/C bancario.

L’avevo anticipato nell’articolo del 10 agosto u.s. intitolato I RISCHI E LA ROTTAMAZIONE scrivevo così:

per il contribuente le cose peggiorano:  Equitalia poteva solo ricevere informazioni sul numero di conti correnti intestati al contribuente, ma ora dal 1 luglio la nuova Equitalia; che si chiama Agenzia delle Entrate-Riscossione; potrà vedere anche le somme contenute nei conti correnti dei contribuenti…..potrà mettere le mani direttamente nei conti correnti dei contribuenti e delle imprese e prelevare le somme necessarie a coprire le cartelle esattoriali ancora non pagate.  Sperando che non vengano prelevate somme per coprire anche le “cartelle pazze” o simili, perché.... il Fisco per prelevare non ha bisogno dell’autorizzazione di un Giudice, ma il Contribuente per farsi restituire il maltolto, avrà bisogno del Giudice, del Commercialista e dell’Avvocato.

Ma il 14 marzo 2016 nell’articolo Le Banche sono diventate informatori del Fisco. Scrivevo: 

Dopo il 31 marzo il Grande Fratello Fiscale vedrà tutti i nostri conti correnti bancari e postali i cui dati verranno inviati dalle Banche e dalle Poste all’Agenzia delle Entrate, tramite l’interscambio dei dati denominato SID. L’Agenzia delle Entrate riceve le comunicazioni da tutti gli istituti di credito, Banche, Poste italiane, su conti deposito a risparmio, titoli e obbligazioni, gestioni patrimoniali, cassette di sicurezza; certificati di deposito, buoni fruttiferi, carte di credito, fondi pensione ecc.; saranno così controllati i saldi iniziali e finali, i pagamenti effettuati con bancomat, carte di credito, postepay, prepagate ecc. Giorni fa la Orlandi ha parlato del “lato oscuro” del Fisco, io direi che siamo di fronte (come dicono gli Astrofisici) ad un “Buco Nero Super Massiccio” dei nostri soldi.

Vi ricordate la  "soppressione" di Equitalia che ha solo cambiato nome in Agenzia delle Entrate Riscossione ? 

Un riscossore che adesso ha anche accesso al Vostro C/C e vedere anche le somme contenute e potrà pignorare direttamente le somme per pagarsi i bolli auto e altro.

Si badi bene per fare ciò l’Agenzia delle Entrate Riscossione non avrà bisogno del via libera Giudiziario e Il contribuente che non si oppone subirà il prelievo anche se il bollo è prescritto.

Infatti il bollo auto si prescrive in 3 anni  che decorrono dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello del pagamento.

Il Bollo auto decade entro 2 anni da quando la Regione ha iscritto a ruolo il tributo non versato dal contribuente (questa data è sempre riportata nel dettaglio della cartella esattoriale). 

Dopo i 2 anni la cartella è illegittima. 

L’effetto è identico a quello della prescrizione: il contribuente non deve pagare. Attenzione il contribuente deve fare ricorso al Giudice per ottenere l’annullamento della richiesta di pagamento. Se non lo fa, la cartella si “consolida”, diventa cioè definitiva.

Questo «potere oscuro» che la legge da all’Agente della Riscossione viene notificato al contribuente debitore e alla banca, con un atto con il quale intima alla banca di trattenere le somme da versare direttamente sul conto dell’Agenzia delle Entrate riscossione ammenoché il contribuente non paghi entro 60 giorni o si opponga con un’azione Giudiziaria e faccia valere la prescrizione.

Ovviamente è importante che il contribuente sappia se il bollo è prescritto o decaduto, perché l’Agenzia delle Entrate Riscossione cercherà di incassarlo anche se è prescritto o decaduto.

Quello che è grave in tutta la vicenda è che l’Agente della riscossione, che agisce in nome della Pubblica Amministrazione, dovrebbe essere il primo a garantire la legalità dei propri procedimenti in quanto rappresenta lo Stato. Infatti il legislatore “è convinto  che l’Agenzia delle Entrate Riscossione non abbia bisogno del controllo del Tribunale, perché non può agire che correttamente e legalmente”oppure ha ragione chi dice che l’Agenzia delle Entrate Riscossione continua a sostenere tesi di parte a tutela dei propri interessi e non della legalità?….potrei sbagliarmi ma mi sembra di averlo letto in una sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione. 

D’altra parte nel mio articolo del 12 maggio 2016 L'Oscurantismo Fiscale scrivevo:

Se io dicessi che gli espor­tatori illegali di capitale sono benefattori della Patria, perché i capitali scappano quando i governi dissennati e spendaccio­ni li dilapidano, e allora portandoli altro­ve li salvano dallo scempio e li preservano per una futura utilizzazione, quando sarà tornato il buon senso, sarei additato al pubblico ludibrio, qualche solerte PM mi indagherebbe e se io dicessi alla Orlandi di non gio­care d’astuzia contro i contribuenti, non pigliarli di sorpresa, come troppo spesso si è fatto sin qui… Le leggi d’imposta deb­bono essere, sostanzialmente e non solo formalmente, diritte e oneste. Solo a que­sta condizione possono riscuotere l’ubbi­dienza volonterosa dei cittadini…

la Orlandi mi scatenerebbe contro il lato oscuro del Fisco, 

ma...

per fortuna queste frasi non sono mie, ma di Luigi Enaudi. 

 

Per ulteriori informazioni telefoni allo 0432501768 o

via email.  studio@btstudio.eu o info@btstudio.eu,

Novità Legali Tributarie di fine 2017.

Pubblicato il 17 novembre 2017 alle 00.10 Comments commenti (0)

Approvato dal Parlamento il 15 novembre la Legge che dovrebbe servire a proteggere che denuncia  fatti illeciti, estorsioni e corruzione, per non dover subire o temere ritorsioni da parte del datore di lavoro o di suoi collaboratori. 

La legge (whistleblowing… chissà perché piace tanto questa angloamericanizzazione dei termini  n.d.r.) prevede che chi effettua la segnalazione senza dolo o colpa grave, non possa essere licenziato, sanzionato, demansionato, trasferito ecc.

In caso di licenziamento il lavoratore ha diritto al reintegro nel posto di lavoro.

Sono previste sanzioni pecuniarie da 5 a 30 mila euro per le ritorsioni e da 10 a 50 mila euro per chi non effettua accertamenti per verificare le segnalazioni ricevute.

Ci sono anche sanzioni nei confronti di chi dolosamente effettua segnalazioni rivelatesi false.

Nella rottamazione bis verrà confermata l’allargamento anche alle multe per la quale dedicherò un apposite articolo su questo Blog, per ora Vi basti sapere che occorrerà fare una apposite domanda di rottamazione per aderire al condono multe stradali 2018, il cittadino interessato deve spedire all'Agenzia delle Entrate-Riscossione, il nuovo modulo di adesione rottamazione debitamente compilato, a cui dovrà allegare anche la documentazione.

Un’altra cosa importante è la possibilità di non pagare le maggiorazioni ex art. 27 l. 689/81 applicate alle sanzioni per violazione delle norme del codice della strada già considerate illegittime dalla Giurisprudenza a causa della sproporzione tra sanzione iniziale e finale, oltre alla rilevanza penale degli enti impositori e di riscossione in ordine al reato art. 644 c.p.c. (usura), quando questi pur consapevoli della non debenza delle maggiorazioni sanzionatorie, già accertata con sentenza, continuano imperterriti ad applicarle, danneggiando altri cittadini che dovranno sobbarcarsi le spese legali per avere ragione del sopruso o peggio pagheranno perché ignoranti in materia, avvantaggiando dolosamente l’Ente da cui dipendono o per il quale esercitano attività di “mediazione”.

C’è anche l’estensione della rottamazione delle cartelle esattoriali dal 2000 al 2016 e dal 1° gennaio al 30 settembre 2017, e la novità dello scudo fiscale del 3% per i frontalieri ed ex residenti all’estero che fa un po’ il paio con la Volunatry del contante nascosto "sotto il materasso".

Questo scudo è dedicato agli iscritti all’Aire o che hanno lavorato all’estero in via continuative per regolarizzare le somme depositate all’estero, in violazione degli obblighi di monitoraggio del quadro RW della dichiarazione, con il pagamento del 3% una somma di molto inferior a quella delle altre voluntary disclosure. 

Per ulteriori informazioni telefoni allo 0432501768 o

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Spesometro rinvio e sanzioni

Pubblicato il 07 novembre 2017 alle 00.20 Comments commenti (0)

Ma prima vorrei fare una breve analisi della riforma fiscale a partire da quando si passò dall’IGE (imposta generale sull'entrata) all'IVA e sulla sua precaria legalità Costituzionale.

Una prima revisione fu attuata nel 1951 dal Ministro Vanoni che approntò un sistema di tassazione con l'obbligo di dichiarazione annuale dei redditi sempre disatteso (già allora c’era un diffusa disubbidienza fiscale).

La successiva riforma del sistema tributario avvenne nel 1973-1974, ed era contenuta principalmente nei Dpr 597, 598, 599 del 1973 e 643 e 633 del 1972, che istituirono rispettivamente l’Irpef, l’Irpeg, l’Ilor, l’Invim, l’Iva ecc., infatti erano diciannove decreti e quasi tutti in data 26 ottobre 1972 come ad esempio le imposte di registro (n. 634), successioni (n. 637), ipotecarie e catastali (n. 635), bollo (n. 642), contenzioso tributario, imposta comunale sulla pubblicità e diritti sulle pubbliche affissioni (n. 639), imposta sugli spettacoli (n. 640) e tasse sulle concessioni governative (n. 641), il Dpr n. 600/73 raccolse norme comuni in materia di accertamento delle imposte sul reddito, con il Dpr 602 furono riformati la riscossione delle imposte dirette e i servizi relativi (n. 603), nonché furono stabilite disposizioni sulla revisione degli estimi e del classamento del catasto terreni e fabbricati; fu anche creata, infine, l'Anagrafe tributaria.

Trovo molto interessante leggere sia per i ricorsi che per ogni altra contestazione la Legge Delega del 9 ottobre 1971, n. 825, contenente la delega legislativa al Governo della Repubblica per attuare la riforma tributaria secondo i principi costituzionali, quasi sempre disattesi nelle FF dei Ministri delle Finanze che dal 1971 in poi hanno proposto Leggi e DPR, emanato Decreti, circolari e ultimamente anche Comunicati Stampa.

Al momento della nascita l’IRPEF aveva 32 aliquote (dal 10 al 72%) e agiva per scaglioni di reddito dai 2 fino ai 500 milioni di lire.

L’Irpeg (imposta sul reddito delle persone giuridiche, sostituita nel 2004 dall’Ires) era un’imposta personale e proporzionale e colpiva il possesso di ogni forma di reddito, continuativo o occasionale con un’unica aliquota proporzionale del 37%.

Uno Stato spendaccione non in grado di frenare la spesa e la sempre maggiore necessità di soldi per coprirla, hanno indotto i diversi Ministri delle Finanze a mettere mano alle Imposte.

Nel 1989 fu introdotta l’Iciap (imposta comunale per l’esercizio di imprese e di arti e professioni, sostituita a partire dal 1998 con l’Irap, la cui entrata in vigore porta alla soppressione anche dell’Ilor, dell’imposta sul patrimonio e del contributo al Servizio sanitario nazionale.

Nel 1992 fu istituita l’Ici (imposta comunale sugli immobili) e poi le altre attuate o solo proposte come l’IMU, la IUC, Tares, Tari, Tasi ecc..

Ai nostri Ministri delle Finanze non ha mai fatto difetto la FF (Fantasia Fiscale).

 Con il comunicato stampa n. 163 del 4 ottobre 2017 il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha concesso l’ennesima proroga del termine per effettuare la comunicazione dei dati fatture (ex Spesometro) relative al primo semestre del 2017.

La nuova scadenza è il 16 ottobre. 

Sono indubbie le difficoltà derivate, sia dalla incapacità del sistema di gestire l’affollamento per inviare i dati inviati, sia le sospensioni delle trasmissioni per problemi di privacy, sia i numerosi errori e scarti del sistema immotivati o incomprensibili.

È importante far rilevare che il comunicato di ieri del MEF non interviene sull’aspetto sanzionatorio,  diversamente da quello dello scorso 25 settembre che aveva affermato che, laddove fossero state riscontrate obiettive difficoltà per i contribuenti,  “a discrezione degli uffici dell’Agenzia potevano essere disapplicate le sanzioni”  per gli errori materiali e il ritardo della trasmissione dopo il 5 ottobre, ma entro i 15 giorni dalla scadenza originaria”.

Ma questa scadenza originaria è del  28 settembre, e l’ulteriore periodo utile per la disapplicazione delle sanzioni si esaurisce il 13 ottobre (28 settembre + 15 giorni) che scade prima della nuova scadenza fissata al 16 ottobre, senza considerare che la discrezionalità delegata ai singoli Uffici Fiscali di applicare o meno le sanzioni rischi di diventare una ulteriore violazione dei diritti del contribuente, oltre a evidenti disparità di trattamento in barba ai principi della Legge Delega 825/71 che si badi bene, è ancora in vigore e ai principi enunciati in essa devono adeguarsi tutti i provvedimenti da allora ad oggi.

Se arriva una raccomandata

Pubblicato il 07 novembre 2017 alle 00.15 Comments commenti (0)

Potrebbe trattarsi di una corrispondenza  ”sgradita”, una multa, una cartella esattoriale, ma se è stata inviata correttamente al soggetto effettivamente destinatario della comunicazione e spedita all’indirizzo di residenza risultante nel Comune di residenza, si dà per ricevuta decorsi i termini di giacenza, anche qualora non sia mai stata ritirata, ammenoché il postino non la restituisca al mittente con la dicitura indirizzo errato.

È comunque possibile individuare il mittente e l’oggetto della raccomandata, guardando il codice identificativo della raccomandata che viene riportato sugli avvisi di consegna.

Ogni raccomandata è identificata con un codice numerico e a barre:

I codici  che iniziano per 670, 671, 689 identificano una Cartella Esattoriale.

I codici  che iniziano per 75, 76, 77, 78, 79 indicano quasi sempre una Multa o un Atto Giudiziariooppure comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate.

I codici  che iniziano per 608, 609 indicano che un Ente pubblico ha già tentato la notificadi un proprio atto.

I codici che iniziano per 12, 13, 14, 15, 151, 152, 1513, 1514, 1515. individuano una raccomandata semplice.

I codici che iniziano per 0693, 612, 614 comunicazioni provenienti da Banche, Poste  o da altri Istituti di Credito.

I codici che iniziano per 63, 65, 630, 650 comunicazioni o degli atti provenienti dall’INPS.

I codici che iniziano per 613, 615 notifica di multe o imposte non pagatecomunicate dell’Agenzia delle Entrate,

I codici che iniziano per 616, 665 diverse comunicazioni, tra cui mancato pagamento del bollo auto, comunicazione da parte di assicurazione per un sinistro, comunicazione delle Poste Italiane, sollecito di pagamento bollette ecc..

I codici che iniziano per 648, 649, 669 richieste di pagamento da parte dell’Agenzia delle Entrate, invio nuovo bancomat o carta di credito ecc..

L’Agenzia delle Entrate (per richiesta di chiarimenti o documenti)  e l’INPS (accertamenti o diffide) scrivono anche attraverso le raccomandate market, codice iniziale 649.


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