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Nel  Blog  del nostro sito, troverete argomentazioni e informazioni utili ai Vostri ricorsi, sgravi, autotutele e altro a
DIFESA DEL CONTRIBUENTE.

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con parole semplici  rendiamo comprensibili le difficili problematiche fiscali e legali di oggi.

GLI  ARGOMENTI  IN  EVIDENZA:

( Per informazioni o approfondimenti chiamate il numero 0432501768 oppure  scrivete alla email:   studio@btstudio.eu )

Se arriva una raccomandata…

Potrebbe trattarsi di una corrispondenza  ”sgradita”, una multa, una cartella esattoriale, ma se è stata inviata correttamente al soggetto effettivamente destinatario della comunicazione e spedita all’indirizzo di residenza risultante nel Comune di residenza, si dà per ricevuta decorsi i termini di giacenza, anche qualora non sia mai stata ritirata, ammenoché il postino non la restituisca al mittente con la dicitura indirizzo errato.
È comunque possibile individuare il mittente e l’oggetto della raccomandata, guardando il codice identificativo della raccomandata che viene riportato sugli avvisi di consegna.
Ogni raccomandata è identificata con un codice numerico e a barre:
I codici  che iniziano per 670, 671, 689 identificano una Cartella Esattoriale.
I codici  che iniziano per 75, 76, 77, 78, 79 indicano quasi sempre una Multa o un Atto Giudiziariooppure comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate.
I codici  che iniziano per 608, 609 indicano che un Ente pubblico ha già tentato la notificadi un proprio atto.
I codici che iniziano per 12, 13, 14, 15, 151, 152, 1513, 1514, 1515. individuano una raccomandata semplice.
I codici che iniziano per 0693, 612, 614 comunicazioni provenienti da Banche, Poste  o da altri Istituti di Credito.
I codici che iniziano per 63, 65, 630, 650
 comunicazioni o degli atti provenienti dall’INPS.
I codici che iniziano per 613, 615 notifica di multe o imposte non pagatecomunicate dell’Agenzia delle Entrate,
I codici che iniziano per 616, 665 diverse comunicazioni, tra cui mancato pagamento del bollo auto, comunicazione da parte di assicurazione per un sinistro, comunicazione delle Poste Italiane, sollecito di pagamento bollette ecc..
I codici che iniziano per 648, 649, 669 richieste di pagamento da parte dell’Agenzia delle Entrate, invio nuovo bancomat o carta di credito ecc..
L’Agenzia delle Entrate (per richiesta di chiarimenti o documenti)  e l’INPS (accertamenti o diffide) scrivono anche attraverso le raccomandate market, codice iniziale 649.
17.10.2017  Carlo Barbiera Commercialista

ROTTAMAZIONE BIS
Come avevo anticipato nel mio articolo sul Blog del 10 agosto, e come ci aveva confermato l'On. Zanetti, ecco la nuova proposta di rottamazione.

Innanzitutto c’è una mini sanatoria per quelli che hanno chiesto la prima rottamazione, ma non hanno pagato le rate già scadute del 31 luglio e del 2 ottobre.
Infatti la prima rottamazione prevedeva il pagamento in 5 rate: 2 sono già scadute, le altre scadono il 30 di novembre 2017, di aprile e di settembre 2018.
Il 30 novembre 2017 si potranno pagare le 2 rate già scadute.

La Rottamazione Bis si dovrà richiedere in maggio 2018 e prevede la rottamazione dei ruoli dal 1 gennaio al 30 settembre 2017.
Il 30  luglio 2018 si inizieranno a pagare le rate della Rottamazione Bis, le altre rate saranno a settembre, ottobre, novembre 2018 e febbraio 2019.

Più complicato invece il ripescaggio di quelli che non hanno potuto aderire alla prima rottamazione perché avevano dei piani di rateazione e non hanno pagato tutte le rate fino al 31.12.2016, che potranno versare entro il maggio 2018; così verranno riammessi alla prima rottamazione ma dovranno pagarla in sole 3 rate:
il 30 di settembre, di ottobre e di novembre 2018. 
12.10.2017  Carlo Barbiera Commercialista 

SPESOMETRO RINVIO E SANZIONI
Spesometro: il termine per l’invio slitta al 16 ottobre.

Ma prima vorrei fare una breve analisi della riforma fiscale a partire da quando si passò dall’IGE (imposta generale sull'entrata) all'IVA e sulla sua precaria legalità Costituzionale.

Una prima revisione fu attuata nel 1951 dal Ministro Vanoni che approntò un sistema di tassazione con l'obbligo di dichiarazione annuale dei redditi sempre disatteso (già allora c’era un diffusa disubbidienza fiscale).
La successiva riforma del sistema tributario avvenne nel 1973-1974, ed era contenuta principalmente nei Dpr 597, 598, 599 del 1973 e 643 e 633 del 1972, che istituirono rispettivamente l’Irpef, l’Irpeg, l’Ilor, l’Invim, l’Iva ecc., infatti erano diciannove decreti e quasi tutti in data 26 ottobre 1972 come ad esempio le imposte di registro (n. 634), successioni (n. 637), ipotecarie e catastali (n. 635), bollo (n. 642), contenzioso tributario, imposta comunale sulla pubblicità e diritti sulle pubbliche affissioni (n. 639), imposta sugli spettacoli (n. 640) e tasse sulle concessioni governative (n. 641), il Dpr n. 600/73 raccolse norme comuni in materia di accertamento delle imposte sul reddito, con il Dpr 602 furono riformati la riscossione delle imposte dirette e i servizi relativi (n. 603), nonché furono stabilite disposizioni sulla revisione degli estimi e del classamento del catasto terreni e fabbricati; fu anche creata, infine, l'Anagrafe tributaria.

Trovo molto interessante leggere sia per i ricorsi che per ogni altra contestazione la Legge Delega del 9 ottobre 1971, n. 825, contenente la delega legislativa al Governo della Repubblica per attuare la riforma tributaria secondo i principi costituzionali, quasi sempre disattesi nelle FF dei Ministri delle Finanze che dal 1971 in poi hanno proposto Leggi e DPR, emanato Decreti, circolari e ultimamente anche Comunicati Stampa.

Al momento della nascita l’IRPEF aveva 32 aliquote (dal 10 al 72%) e agiva per scaglioni di reddito dai 2 fino ai 500 milioni di lire.
L’Irpeg (imposta sul reddito delle persone giuridiche, sostituita nel 2004 dall’Ires) era un’imposta personale e proporzionale e colpiva il possesso di ogni forma di reddito, continuativo o occasionale con un’unica aliquota proporzionale del 37%.
Uno Stato spendaccione non in grado di frenare la spesa e la sempre maggiore necessità di soldi per coprirla, hanno indotto i diversi Ministri delle Finanze a mettere mano alle Imposte.
Nel 1989 fu introdotta l’Iciap (imposta comunale per l’esercizio di imprese e di arti e professioni, sostituita a partire dal 1998 con l’Irap, la cui entrata in vigore porta alla soppressione anche dell’Ilor, dell’imposta sul patrimonio e del contributo al Servizio sanitario nazionale.
Nel 1992 fu istituita l’Ici (imposta comunale sugli immobili) e poi le altre attuate o solo proposte come l’IMU, la IUC, Tares, Tari, Tasi ecc..

Ai nostri Ministri delle Finanze non ha mai fatto difetto la FF (Fantasia Fiscale).

Con il comunicato stampa n. 163 del 4 ottobre 2017 il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha concesso l’ennesima proroga del termine per effettuare la comunicazione dei dati fatture (ex Spesometro) relative al primo semestre del 2017.
La nuova scadenza è il 16 ottobre. 
Sono indubbie le difficoltà derivate, sia dalla incapacità del sistema di gestire l’affollamento per inviare i dati inviati, sia le sospensioni delle trasmissioni per problemi di privacy, sia i numerosi errori e scarti del sistema immotivati o incomprensibili.
È importante far rilevare che il comunicato di ieri del MEF non interviene sull’aspetto sanzionatorio,  diversamente da quello dello scorso 25 settembre che aveva affermato che, laddove fossero state riscontrate obiettive difficoltà per i contribuenti,  “a discrezione degli uffici dell’Agenzia potevano essere disapplicate le sanzioni”  per gli errori materiali e il ritardo della trasmissione dopo il 5 ottobre, ma entro i 15 giorni dalla scadenza originaria”.
Ma questa scadenza originaria è del  28 settembre, e l’ulteriore periodo utile per la disapplicazione delle sanzioni si esaurisce il 13 ottobre (28 settembre + 15 giorni) che scade prima della nuova scadenza fissata al 16 ottobre, senza considerare che la discrezionalità delegata ai singoli Uffici Fiscali di applicare o meno le sanzioni rischi di diventare una ulteriore violazione dei diritti del contribuente, oltre a evidenti disparità di trattamento in barba ai principi della Legge Delega 825/71 che si badi bene, è ancora in vigore e ai principi enunciati in essa devono adeguarsi tutti i provvedimenti da allora ad oggi.
04.10.2017   Carlo Barbiera  Commercialista

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